Truffa ai vip con la voce falsa di Crosetto, il ministro deposita la denuncia
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Redazione Interno
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Roma, 9 febbraio – Il ministro della Difesa Guido Crosetto si appresta a formalizzare un esposto-denuncia per sostituzione di persona e raggiro, dopo che ignoti truffatori hanno utilizzato una sua voce artificiale, generata tramite Intelligenza Artificiale, per cercare di estorcere milioni di euro a imprenditori e personaggi noti. La truffa, che ha visto i malviventi spacciarsi per il ministro o per membri del suo staff, ruotava attorno a una richiesta di finanziamenti urgenti per liberare presunti giornalisti sequestrati in Medio Oriente, scenario del tutto inesistente.
“La mia denuncia è già pronta”, ha dichiarato Crosetto all’agenzia Ansa, sottolineando come, una volta scoperto il raggiro, sia riuscito a mettere in guardia diverse potenziali vittime, evitando che cadessero nella trappola. Il ministro, che ha segnalato personalmente il caso, sta ora attendendo di raccogliere ulteriori elementi per includere nell’esposto i nomi di tutti coloro che sono stati contattati dai truffatori.
La vicenda, che ha destato allarme per la sofisticazione dei metodi utilizzati, evidenzia come l’uso dell’Intelligenza Artificiale possa diventare uno strumento pericoloso nelle mani di criminali. I truffatori, infatti, hanno sfruttato la credibilità e l’autorevolezza di Crosetto per chiedere bonifici milionari, facendo leva su una presunta emergenza umanitaria.
L’esposto, che arriverà a breve, ipotizza il reato di sostituzione di persona, oltre a quello di frode. Il ministro, coinvolto suo malgrado nella vicenda, ha agito tempestivamente per limitare i danni, dimostrando come la collaborazione tra istituzioni e cittadini possa essere cruciale per contrastare simili operazioni criminali.
La truffa, che ha visto coinvolti imprenditori e professionisti di alto profilo, rappresenta un ulteriore campanello d’allarme sulle potenziali minacce legate all’uso improprio delle nuove tecnologie. Mentre le indagini proseguono, resta da chiarire come i truffatori siano riusciti a replicare in modo così convincente la voce del ministro, dettaglio che solleva interrogativi sulla sicurezza dei dati personali e sulla necessità di regolamentazioni più stringenti in materia.




