La notte degli Oscar tra glamour pop e rigore scultoreo: Chalamet-Jenner e DiCaprio-Ceretti, due coppie a confronto

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La 98esima edizione degli Oscar, andata in scena al Dolby Theatre di Los Angeles e che ha incoronato Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson come miglior film, non è stata solo una gara di statuette, ma anche un raffinato palcoscenico per le dinamiche di coppia. Se sul red carpet si sono susseguite le apparizioni più o meno ufficiali, è all’interno della sala che due coppie hanno catalizzato l’attenzione di fotografi e spettatori, rappresentando due idee diametralmente opposte non solo di stile, ma anche di relazione con il circo mediatico che avvolge Hollywood.

Timothée Chalamet e Kylie Jenner, la coreografia consolidata dell'assenza

Per Timothée Chalamet, candidato come miglior attore protagonista per Marty Supreme ma battuto da Michael B. Jordan, la serata si è consumata secondo una dinamica ormai ben rodata con Kylie Jenner. L’attore, come da copione, ha affrontato da solo il red carpet, quel palcoscenico patinato dove ogni posa è studiata e ogni sguardo calibrato; la Jenner, invece, lo ha raggiunto direttamente in platea, evitando l’esposizione della passerella d’ingresso. Una strategia condivisa, quella di arrivare separati, che la coppia, la cui relazione è diventata di dominio pubblico nel settembre del 2023, ha adottato in più occasioni formali, quasi a voler proteggere un’intimità che però viene costantemente rincorsa dai riflettori. La loro presenza, una volta seduti l’uno accanto all’altra, è comunque apparsa come un elemento ormai familiare nel panorama delle serate di gala, con il mondo del cinema d’autore e l’impero dei social e del beauty, quello della fondatrice di Kylie Cosmetics, che continuano a intrecciarsi. Chalamet, che aveva pubblicamente ringraziato Jenner ai Critics Choice Awards definendola la sua compagna da tre anni, ha così vissuto la notte degli Oscar con lei al suo fianco, nonostante la mancata vittoria personale, in una coreografia che unisce la discrezione all’inevitabile visibilità.

Leonardo DiCaprio e Vittoria Ceretti, l'eleganza misurata di una prima volta

Dall’altra parte, a offrire un contraltare fatto di sobrietà e rigore estetico, c’erano Leonardo DiCaprio e Vittoria Ceretti. Per l’attore 51enne, candidato per il medesimo film trionfatore della serata, e la supermodella italiana di 27 anni, quella degli Oscar è stata la prima vera apparizione pubblica congiunta di tale portata in una cerimonia statunitense, una sorta di ufficializzazione della loro relazione iniziata nell’estate del 2023. Anche loro sono arrivati separati, con DiCaprio che ha percorso il tappeto rosso in solitaria prima di ricongiungersi con la Ceretti all’interno del teatro, dove sono stati più volte inquadrati dalle telecamere mentre scambiavano sorrisi e commenti con il presentatore Conan O’Brien. Lui ha sfoggiato il classico smoking nero di Dior, impreziosito da un raffinato dettaglio: una spilla dorata a forma di ape di Boucheron, un accessorio discreto che richiama il suo noto impegno per le cause ambientaliste e la salvaguardia della biodiversità. Lei, invece, ha optato per un look che è rimasto per gran parte della serata avvolto nel mistero, visto che non è sfilata sul red carpet; l’abito, un elegante vestito color merlot con un elemento scultoreo in policarbonato sul busto, è stato ammirato solo nelle inquadrature in platea e, successivamente, per intero al Vanity Fair Oscar Party, rivelando una creazione di Pieter Mulier per Alaïa, dalla collezione primavera-estate 2026.

Due filosofie di stile e di presenza scenica

Il contrasto tra le due coppie, dunque, non poteva essere più netto e, per certi versi, speculare alle loro traiettorie pubbliche. Da un lato, Chalamet e Jenner incarnano un glamour pop, quasi iperrealista, fatto di una costante tensione tra il mostrarsi e il nascondersi, una narrazione frammentata che si compone di apparizioni strategiche e di vite vissute sotto il segno dell’imperativo categorico dell’immagine. Il loro è un modo di stare al mondo che mescola la settima arte con la cultura dei social media, dove la relazione diventa essa stessa un prodotto mediatico di immensa portata. Dall’altro lato, DiCaprio e Ceretti propongono una messa in scena decisamente più trattenuta e classica, quasi old Hollywood nella sua essenza. La Ceretti, del resto, aveva affrontato il tema della visibilità in una recente intervista a Vogue Francia, parlando di quanto possa risultare molesto essere etichettata semplicemente come “la fidanzata di” quando si frequenta una persona con un numero di follower superiore, e ribadendo come l’autenticità di un sentimento protegga dalla pressione delle etichette altrui. La loro eleganza, sia nell’abbigliamento – lei in Alaïa, lui in Dior con la spilla a forma di ape – che nel portamento, è apparsa come una scelta di campo precisa: privilegiare la sostanza della relazione al di là del fragore dei flash, lasciando che fosse la qualità della presenza, e non la quantità di pose, a parlare per loro.

Il dettaglio che parla: l'ape di DiCaprio e lo scultoreo di Ceretti

Se l’abito di Vittoria Ceretti, con la sua struttura quasi architettonica, richiamava un rigore scultoreo e una femminilità fuori dal tempo, perfettamente in linea con la sua carriera internazionale e la sua immagine di ragazza della porta accanto diventata top model, la spilla di Leonardo DiCaprio non era un semplice vezzo estetico. Quel piccolo insetto dorato, appuntato sulla solapa dello smoking, veicolava un messaggio preciso, coerente con l’attivismo ambientale che l’attore porta avanti da anni attraverso la sua fondazione. Un richiamo alla necessità di proteggere le api e, con esse, l’intero ecosistema della biodiversità. Un modo, il suo, di utilizzare la ribalta della notte degli Oscar non per dichiarazioni roboanti, ma per un gesto sottile, quasi impercettibile, che però diceva molto di lui e delle sue priorità. La coppia, quindi, si è mossa su questo doppio binario di rigore formale e impegno discreto, lontana anni luce dall’estetica più patinata e social dei giovani colleghi, offrendo al pubblico un’alternativa fatta di classe e di sostanza, in una notte in cui, per DiCaprio, la mancata vittoria della statuetta personale è stata ampiamente compensata dalla presenza al suo fianco della compagna italiana e dal trionfo del film di cui è protagonista.

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