Kenya, l’incendio nel collegio femminile di Gilgil e l’accusa di dolo per le otto studentesse arrestate
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Redazione Esteri
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Sedici studentesse hanno perso la vita nel rogo che nella notte tra mercoledì e giovedì ha divorato il dormitorio della Utumishi Girls Academy Senior School, a Gilgil, circa centoventi chilometri a nord-ovest di Nairobi.
La tragedia, che ha lasciato sul posto i corpi delle vittime e settantanove feriti, ha subito assunto i contorni di un atto doloso: lo conferma l’arresto di otto alunne della stessa scuola, finite in manette con l’accusa di aver pianificato e materialmente appiccato il fuoco. africarivista +3
Le indagini, coordinate dalla direzione investigativa criminale keniota (DCI), si sono concentrate fin dalle prime ore sull’ipotesi del “suspected arson”, un sospetto che ha trovato riscontro in elementi raccolti attraverso le testimonianze e la revisione dei filmati di sorveglianza.
La polizia, dopo aver richiamato nell’istituto trenta alunne per gli interrogatori, ne ha trattenute otto, ritenendole persone di interesse in relazione alla fase esecutiva del disastro. ilsole24ore +3
L’inchiesta e le responsabilità dei minori
La direttiva investigativa, come riportato dalle autorità locali, si basa su un’analisi approfondita delle scene del crimine effettuata da esperti forensi, i quali hanno tentato di ricostruire la sequenza degli eventi partendo dai pattern di combustione e dall’eventuale uso di acceleranti. orizzontescuola +3
Il rogo, che ha distrutto completamente il piano superiore di un edificio a due piani (una struttura che ospitava centotrentacinque letti a castello suddivisi in dodici cubicoli), ha costretto molte ragazze a lanciarsi nel vuoto per tentare di salvarsi, causando la maggior parte dei feriti.
Tra le ottanta alunne rimaste ferite, la maggior parte è stata medicata e dimessa, ma sette di loro – quelle che hanno riportato le ustioni e i traumi più gravi – sono state trasferite in strutture specializzate a Nairobi. ilsole24ore +3
La polizia ha reso noto che le otto sospette sono attualmente sotto custodia, mentre gli investigatori continuano a setacciare la scuola e ad acquisire statement da personale e testimoni per determinare le moventi specifiche del gesto.
Sebbene la legge keniota preveda procedure specifiche per i minori, la gravità dell’accusa (omicidio colposo plurimo aggravato dal dolo) espone le indagate a un iter giudiziario complesso; i loro nomi non sono stati resi noti, in ottemperanza alle norme a tutela dell’infanzia. oglioponews +3
Le carenze strutturali e la negligenza dei docenti
Parallelamente alle indagini sulle otto studentesse, il ministro dell’Istruzione Julius Ogamba ha acceso i riflettori sulle gravi violazioni delle norme di sicurezza all’interno dell’istituto.
Dalle prime verifiche è emerso che il dormitorio versava in condizioni di sovraffollamento cronico (aspetto che ha senza dubbio contribuito all’elevato numero di vittime) e, particolare ancor più agghiacciante, che una delle uscite di emergenza risultava chiusa dall’esterno, bloccando di fatto una delle potenziali vie di fuga per le ragazze. africarivista +3
A rendere il quadro ancora più drammatico, la rivelazione che due insegnanti erano state messe al corrente dei piani delle studentesse; secondo quanto dichiarato dallo stesso ministro, i docenti erano stati avvisati del clima di agitazione e dei propositi distruttivi, ma non hanno preso alcuna misura per impedire l’accaduto o per avvertire la direzione.
Per questa omissione, i due insegnanti dovranno rispondere di negligenza, così come la preside dell’accademia, già sospesa e destinata a subire azioni disciplinari. africarivista +3
Il consiglio di amministrazione dell’istituto è stato contestualmente sciolto dal governo centrale. africarivista +3
Identificazione delle vittime e precedenti storici
Il lavoro degli inquirenti è reso particolarmente complesso dalle condizioni in cui versano i corpi delle sedici ragazze: il medico legale governativo Titus Ngulungu ha confermato che i resti sono stati carbonizzati al punto da rendere impossibile un’identificazione visiva, rendendo necessario il ricorso all’analisi del DNA, un processo che richiederà diversi giorni. ilsole24ore +3
I genitori delle vittime, radunati nei pressi dell’obitorio, attendono notizie in uno stato di shock che si mescola alla rabbia verso la gestione della struttura scolastica, accusata di aver messo a rischio le loro figlie.
La tragedia di Gilgil si inserisce in una scia di sangue che sembra non avere fine per le istituzioni scolastiche del Kenya; basti pensare che solo due anni fa, nell’incendio del dormitorio della Hillside Endarasha Academy nella contea di Nyeri, persero la vita ventuno ragazzi. orizzontescuola +3
Le cronache locali ricordano come molti di questi roghi siano attribuibili a studenti che protestavano contro la disciplina ferrea o le condizioni di vita degradanti, fenomeno che gli esperti definiscono come una vera e propria piaga sociale legata alla gestione dei collegi. La polizia, nel frattempo, ha assicurato che proseguirà con gli interrogatori per accertare l’esatta dinamica dei fatti, senza tralasciare nessuna pista. orizzontescuola +3




