Palestra dribbla il mercato: “Fa piacere l’Inter, ma ora penso solo alla salvezza”
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Redazione Sport
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Imprendibile in campo, sfuggente fuori. Marco Palestra, l’esterno classe 2005 che sta letteralmente incantando la Serie A con la maglia del Cagliari, ha scelto il palcoscenico di Coverciano per rispondere – senza mai esporsi davvero – ai rumors che lo vorrebbero già nei piani altissimi del calcio italiano. Intercettato dai cronisti durante l’evento “Inside The Sport 2026”, evento promosso dall’Ussi per gli ottant’anni dell’Unione Stampa Sportiva Italiana, il giovane talento attualmente in prestito secco dall’Atalanta ha sfruttato tutta la sua abilità nel dribbling non solo per superare gli avversari, ma anche per eludere le domande sul suo futuro. Di fronte alla prospettiva concreta di sostituire un giocatore del calibro di Denzel Dumfries nell’Inter di Chivu, lui ha stoppato la palla e l’ha rimandata in estate, preferendo ribadire un concetto semplice ma netto: l’unica partita che conta, oggi, si gioca sul campo della salvezza con i rossoblù.
Il muro di Buccinasco: concentrazione totale sulla salvezza
Nato calcisticamente nel vivaio dell’Atalanta, Palestra ha trovato in Sardegna la sua dimensione ideale per esplodere. E proprio mentre il suo nome viene accostato con insistenza ai nerazzurri di Milano – che lo avrebbero individuato come l’erede perfetto per la corsia di destra – il diretto interessato ha preferito glissare. “Le voci girano e fa sempre piacere essere accostati a grandi club, questo è indubbio”, ha ammesso il laterale, dimostrando una maturità fuori dal comune per un ragazzo della sua età; tuttavia, senza lasciare spazio a facili entusiasmi, ha subito chiuso il discorso: “Ma io, onestamente, penso solo a concentrarmi sul Cagliari. La cosa più importante, in questo momento, è conquistare la salvezza”. Un mantra, questo, che ripete come un ritornello, quasi a voler costruire un muro invalicabile tra la sua quotidianità e le sirene di mercato. Per lui, infatti, il campo parla chiaro: la corsa per non retrocedere assorbe ogni energia, relegando le trattative a uno scenario lontano, da affrontare “solo in estate”.
Il rebus di proprietà: l’Atalanta aspetta, l’Inter osserva
Il caso Palestra, però, è un rompicapo che infiammerà le prossime sessioni di calciomercato, e la ragione è presto detta. Il cartellino del giocatore, non dimentichiamolo, è saldamente in mano all’Atalanta, la società che lo ha cresciuto e che lo ha ceduto in prestito al Cagliari per fargli accumulare esperienza. E se il rendimento del classe 2005 – autore di una stagione da assoluto protagonista – ha fatto lievitare il suo valore, la Dea sembra intenzionata a non farsi scappare l’affare. Dalla sponda opposta del Naviglio, l’Inter segue la situazione con la massima attenzione, restando alla finestra in attesa del momento giusto per affondare il colpo. Ma c’è un intreccio, quasi paradossale, che lega il destino di Palestra a quello di Dumfries: se l’esterno olandese dovesse partire, la necessità di un sostituto diventerebbe improrogabile, e il profilo del giovane di Buccinasco calzerebbe a pennello. Tuttavia, l’affare è complesso, e la concorrenza – come spesso accade per i talenti esplosi – non mancherà. Per ora, in attesa che i direttori sportivi diano il via alla “commedia degli affari”, l’unica certezza è la maglia numero 2 del Cagliari. Il resto, dirà il tempo.
Numeri e futuro: tra nazionale e delusione Bosnia
Oltre alle voci di mercato, che pure alimentano il circo mediatico intorno al suo nome, Marco Palestra ha voluto spendere qualche parola anche sulla recente, amarissima delusione patita con la maglia della Nazionale. La batosta subita in Bosnia, che ha negato all’Italia l’accesso ai Mondiali, è stata una ferita difficile da rimarginare. “I giorni successivi sono stati veramente difficili, sono rimasto chiuso in casa a riflettere su cosa non avesse funzionato”, ha confessato il difensore, rivelando un lato più umano e introspettivo rispetto alla sua consueta grinta agonistica. Tuttavia, come avviene per i professionisti veri, la ripartenza è stata immediata: il Cagliari, la necessità di punti pesanti per la salvezza, hanno preso il sopravvento, costringendolo a cambiare immediatamente mentalità. E a proposito di meriti, il ragazzo non ha avuto dubbi nell’elogiare il lavoro del suo attuale allenatore. “Tantissimi”, ha risposto quando gli è stato chiesto quanti meriti abbia Fabio Pisacane nella sua esplosione. “Devo tutto a lui e alla Nazionale. Se ho fatto quello che ho fatto, è solo merito loro”. Parole che sanno di gratitudine, in un calcio dove spesso si bruciano le tappe troppo in fretta. Il suo presente è blindato, il suo futuro è un’incognita che solo i procuratori e i club – e forse neanche lui stesso – possono decifrare. Per ora, l’asticella è chiara: prima la salvezza, poi il mondo.




