MotoGP, Rivola e l’Aprilia da cenerentola a punto di riferimento: “Bezzecchi imprevedibile, Martín può crescere ancora”

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Austin, Texas, si è chiuso con un’altra doppietta che sa di conferma. Se dopo il Brasile qualcuno poteva ancora parlare di exploit isolato, il circuito delle Americhe ha spazzato via ogni residuo dubbio: l’Aprilia non è più l’anti-Ducati, è la nuova riferimento della MotoGP. Al termine del Gran Premio del Texas, Massimo Rivola, amministratore delegato di Aprilia Racing, ha analizzato con la consueta lucidità un momento storico per la casa di Noale, alternando la soddisfazione per i risultati alla prudenza che da sempre lo contraddistingue.

“Come prima cosa fammi dire che sono terribilmente dispiaciuto per Ogura,” ha esordito Rivola ai microfoni di Sky, mostrando subito il lato umano di un manager costretto a gestire la felicità per il proprio team e il rammarico per la sfortuna altrui. “Mi dispiace per lui e per il team. Aveva il passo per fare podio e magari non solo il gradino più basso.” Un pensiero, quello per Ai Ogura, che ha rivelato quanto fosse solida la competitività delle quattro RS-GP in pista, pronte a lottare per le posizioni che contano.

Sulle prestazioni della sua squadra, Rivola ha però voluto smorzare gli entusiasmi con i numeri alla mano, rifiutando l’etichetta di sorpresa. “Non voglio fare l’arrogante ma non sono troppo sorpreso, nel senso che i numeri dicevano che la moto fosse competitiva,” ha spiegato. In effetti, i dati di inizio stagione parlano chiaro: Marco Bezzecchi guida la classifica con 81 punti, Jorge Martín lo segue a -4, mentre la prima Ducati, quella di Fabio Di Giannantonio, è già staccata di 31 lunghezze. Un margine che, seppur ampio, Rivola non vuole trasformare in proclami, ricordando come l’obiettivo debba rimanere la concentrazione quotidiana piuttosto che la conta dei punti.

Il valore aggiunto di Martín e la “domenica” di Bezzecchi

Nel suo intervento, Rivola ha speso parole di incoraggiamento per i suoi alfieri, disegnando i rispettivi margini di miglioramento. Su Jorge Martín, campione del mondo e reduce da un avvio di stagione condizionato dagli infortuni passati, il manager ha sottolineato il potenziale ancora inespresso. “Jorge Martín può ancora crescere,” ha affermato, suggerendo che il meglio del pilota spagnolo debba ancora venire. Nonostante la seconda posizione in campionato e la vittoria nella Sprint di Austin, Rivola ha evidenziato come il recupero fisico e psicologico del numero 1 sia ancora in corso, lasciando intendere che la sua competitività possa ulteriormente aumentare con il passare dei Gran Premi.

Il discorso su Marco Bezzecchi, invece, si è fatto più specifico, toccando il tema della gestione del fine settimana. “Marco Bezzecchi? L’uomo della domenica,” ha detto Rivola con un sorriso, “quando lo sarà anche del sabato farà paura”. Un’analisi che non è una critica, ma la fotografia di un processo di crescita ancora in divenire. Il pilota romagnolo ha infatti dimostrato una capacità di recupero impressionante nelle gare lunghe – basti pensare alla rimonta in Brasile o alla gestione della gara ad Austin – ma paga ancora qualche errore di troppo nelle Sprint del sabato, dove il margine di errore è azzerato. La sua aggressività, se perfezionata in ottica di weekend intero, rappresenterebbe il salto di qualità definitivo per ambire al Titolo iridato.

Il sorpasso in classifica e lo stato dell’arte tecnica

Il contesto in cui si inseriscono queste parole è quello di un avvio di campionato a senso unico. Con le prime due tappe in Thailandia e Brasile e il recente appuntamento texano, l’Aprilia ha messo la freccia, accumulando un vantaggio che ha del clamoroso. Per trovare la prima Ducati in classifica generale, quella di Fabio Di Giannantonio, bisogna infatti scorrere fino al quarto posto, mentre il campione in carica Marc Marquez occupa la quinta piazza con un distacco di 36 punti. Un sorpasso, quello a livello di classifica, che sembrava impensabile fino a pochi mesi fa quando la Ducati dominava incontrastata.

Significativo, in questo senso, è stato anche il cambio di passo a livello di percezione tecnica. Mentre fino allo scorso anno era Aprilia a dover studiare le soluzioni della moto di Borgo Panigale, ad Austin il rapporto si è ribaltato. Davide Tardozzi, team manager Ducati, ha ammesso pubblicamente di osservare con attenzione il lavoro aerodinamico di Aprilia per cercare di colmare il divario. Una dichiarazione che conferma come il centro di gravità del campionato si sia spostato: l’Aprilia non insegue più, detta il passo.

Rivola, dal canto suo, ha accolto con soddisfazione ma senza arroganza questo nuovo status. Pur parlando di “moto di riferimento”, ha volutamente evitato di etichettare la sua squadra come favorita per il titolo mondiale. Una cautela dettata dalla lunghezza di una stagione che prevede ancora 19 Gran Premi e dalla consapevolezza che il vantaggio accumulato, per quanto sostanzioso, rappresenta solo un punto di partenza. Il lavoro in fabbrica prosegue, così come il percorso di crescita di due piloti che, pur già velocissimi, devono ancora limare gli ultimi dettagli per trasformare un inizio da sogno in un esito storico.

Meta Description: Aprilia domina il GP delle Americhe con la doppietta. Rivola analizza la crescita di Bezzecchi e Martín e il sorpasso in classifica su Ducati.

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