Vergogna del Cpr di Milano: cibo marcio e assenza di cure

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Quando ieri mattina hanno suonato al cancello del Cpr di Milano, ci si aspettava l'arrivo di un nuovo migrante destinato a essere espulso. Invece, a sorpresa, sono arrivati i militari della Guardia di Finanza e i pm della Procura, muniti di un decreto di ispezione, per verificare le presunte gravi inadempienze nell'erogazione dei servizi da parte della società Martinina, che gestisce il centro di via Corelli.

Il fine settimana del 5 giugno 2021 e il 29 maggio 2022, l'ex senatore Gregorio De Falco era entrato nel Centro di permanenza per il rimpatrio di Milano, quel caseggiato di cemento grigio in fondo a via Corelli. Venerdì primo dicembre, i militari della Guardia di Finanza e i pm di Milano hanno effettuato un'ispezione nell'ambito di un'inchiesta sulle presunte irregolarità nell'affidamento.

Hanno messo a disposizione un numero di telefono, dialogato per un anno via social con i migranti reclusi nel Cpr di via Corelli, raccogliendo le loro storie, i soprusi subiti, le cartelle cliniche e i referti che testimoniavano le cure mancate anche di fronte a patologie gravissime, situazioni psichiatriche o atti di autolesionismo, l'assistenza legale e la media.

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