Scandalo al Cpr di Milano: cibo scaduto, mancanza di cure e condizioni disumane

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il Centro di permanenza e rimpatrio (Cpr) per migranti di Milano in via Corelli, un pilastro del sistema di accoglienza, è finito al centro di un'inchiesta della Procura per presunte inadempienze e trattamento disumano da parte della società che lo gestisce.

Migranti con gravi problemi di salute, tra cui tumori al cervello ed epilessia, sono stati considerati "idonei alla vita della comunità ristretta" senza essere sottoposti a visite mediche. Inoltre, non viene fornito alcun supporto psicologico e psichiatrico agli ospiti, poiché il personale "non conosce" la loro lingua.

La situazione è ulteriormente aggravata dalla mancanza di medicinali e da un presidio sanitario "gravemente deficitario". Gli ospiti sono costretti a consumare "cibo maleodorante, avariato e scaduto".

Il Cpr è sotto la responsabilità del Ministero dell'Interno attraverso la Prefettura, che nell'ottobre-novembre 2022 ha appaltato la gestione del centro per 12 mesi alla società privata La Martinina srl di Pontecagnano (Salerno) per un importo di 4 milioni e 400.000 euro.

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