Ponte aereo Msc da Dubai per 563 italiani bloccati sulla nave nel Golfo
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Redazione Interno
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Dopo giorni di apprensione e di attesa forzata, con il sonno interrotto dal rumore lontano ma inconfondibile delle esplosioni, per i 563 crocieristi italiani a bordo della Msc Euribia, ferma nel porto di Dubai, si profila all'orizzonte una concreta possibilità di rientro. La compagnia di navigazione, in stretta sinergia con i vettori aerei e le autorità competenti, ha messo a punto un piano di rimpatrio che prevede l'attivazione di un ponte aereo dedicato, una soluzione, questa, resa necessaria dal blocco pressoché totale dei voli commerciali nell'area a seguito dell'improvvisa escalation militare che ha visto coinvolti Stati Uniti, Israele e Iran. L'operazione, come confermato da fonti vicine alla società, mira a riportare in Italia il maggior numero possibile di passeggeri nel più breve tempo consentito dalla delicata situazione geopolitica e dalla conseguente, inevitabile, congestione degli spazi aerei della regione.
Cinque voli charter per mille passeggeri, i primi già in programma
Nel dettaglio, il dispositivo organizzato da Msc Crociere prevede una serie di cinque voli charter, i primi dei quali sono stati programmati in partenza già nella giornata di oggi, giovedì 5 marzo. L'obiettivo dichiarato è quello di consentire a circa un migliaio di ospiti della Msc Euribia di lasciare l'area del Golfo entro il prossimo sabato. Parallelamente a questa iniziativa, che rappresenta un'accelerazione significativa rispetto alle precedenti, più generiche, comunicazioni, la compagnia sta continuando a valutare ogni altra possibile soluzione per i restanti passeggeri, inclusi i voli di linea non appena questi dovessero tornare operativi e ulteriori opzioni di noleggio, il tutto in costante coordinamento con le ambasciate e i ministeri degli Esteri coinvolti. Per quanto concerne specificatamente i connazionali, risultano al momento programmati due voli charter con il primo già nel pomeriggio di oggi, i quali dovrebbero complessivamente riportare in Italia circa 350 persone, una boccata d'ossigeno per chi, da ormai quattro notti, vive nella morsa dell'incertezza e della preoccupazione.
La paura nelle testimonianze: notti di missili e ansia crescente
Le giornate di attesa, del resto, sono state tutt'altro che semplici per chi si è trovato imprigionato in una bolla di vetro affacciata su uno scenario di conflitto. Le testimonianze che filtrano dalla nave, nonostante gli sforzi della compagnia nel garantire assistenza e nel mantenere una parvenza di normalità a bordo, con servizi e attività pienamente operative, dipingono un quadro di tensione latente e crescente insofferenza. Giovanni Melis, uno dei turisti sardi partiti da Cagliari, ha raccontato all'ANSA l'esperienza di quelle ore concitate: "Difficile anche dormire, perché stanotte abbiamo sentito rumori di missili ed esplosioni". Il racconto prosegue con l'ammissione di un'ansia che, con il passare delle ore, è andata via via intensificandosi, al punto tale che alcuni passeggeri hanno scelto di avvalersi del supporto psicologico messo a disposizione dall'equipaggio, in attesa di quei segnali per il rimpatrio che, fino a poche ore fa, tardavano ad arrivare. Anche Sandro Colacione, un ventenne di Catanzaro, ha descritto al telefono la strana dualità di queste giornate: se di giorno, sulla nave, si cerca in qualche modo di distrarsi, è di notte che il silenzio amplifica il rombo dei caccia in volo, un suono che, a suo dire, mette addosso "un po' d’ansia", specialmente quando, come accaduto nel pomeriggio di ieri, un aereo militare è passato a bassa quota, rasentando quasi lo scafo della nave.
Una flotta immobilizzata e l'ombra del conflitto allargato
La Msc Euribia, va ricordato, non è l'unica imbarcazione a essere rimasta intrappolata nelle maglie del conflitto. Sono infatti sei in totale le navi da crociera attualmente bloccate nei porti del Golfo Persico, un'intera flotta turistica ferma a Dubai, Abu Dhabi e Doha a causa della chiusura dello Stretto di Hormuz da parte dell'Iran e delle pesanti restrizioni allo spazio aereo regionale. Le operazioni militari, scattate dopo l'attacco a sorpresa condotto da Stati Uniti e Israele su posizioni iraniane e la conseguente, feroce, risposta di Teherano che ha preso di mira basi americane nei Paesi del Golfo allargando il raggio d'azione fino a Cipro, Turchia e Azerbaigian, hanno di fatto sigillato i cieli e reso impraticabili le rotte marittime. Tra le altre unità coinvolte figurano la Celestyal Discovery a Dubai, la Celestyal Journey a Doha e due navi della compagnia tedesca TUI, la Mein Schiff 5 e la Mein Schiff 4, quest'ultima ormeggiata ad Abu Dhabi e, secondo alcune fonti locali riprese dalla stampa tedesca, domenica scorsa sarebbe stata sfiorata da un missile con tanto di colonne di fumo nero alzatesi nei pressi del porto, un episodio, questo, che ha ulteriormente alimentato il clima di paura tra i crocieristi di ogni nazionalità.




