Saipem in pole per il gas del golfo, Unicredit guarda a est

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La seduta di Piazza Affari, pur proiettata verso nuovi record come suggerito dall’andamento del future sull’Euro Stoxx 50 (in rialzo dello 0,6%), presenta delle significative eccezioni di percorso che meritano un’analisi approfondita.

Se da un lato l’indice FTSE MIB viaggia su livelli mai toccati prima, dall’altro il comparto petrolifero, tanto in Europa (con l’Euro Stoxx 600 di settore in calo dell’1%) quanto in Italia, accusa il colpo del calo del greggio, con big del calibro di Eni e Tenaris che, pur riducendo i ribassi rispetto alla prima parte della giornata, si posizionano tra le peggiori. Una maglia nera che non sembra però intaccare la tenuta di Saipem, la cui posizione strategica nei confronti dei maxi progetti in Medio Oriente sta funzionando da scudo contro le fluttuazioni delle materie prime.

La cordata vincente: il progetto Dorra e i 10 miliardi in ballo

Secondo quanto rivelato da Upstream Online, testata specializzata del settore, la società di ingegneria e trivellazione guidata da Alessandro Puliti (che ha recentemente confermato la guidance 2026 con ricavi attesi a 15,5 miliardi di euro) si trova in pole position per un contratto di valore strategico immenso. Insieme alla multinazionale indiana Larsen & Toubro, Saipem sarebbe la favorita per l’assegnazione dei pacchetti offshore 2A e 2B relativi al giacimento gasifero Dorra.

Sviluppato da Al Khafji Joint Operations (KJO) – una joint venture che vede coinvolte le controllate di Saudi Aramco e Kuwait Petroleum Corporation – il progetto rientra in un programma di investimenti complessivi la cui cifra, superiore ai 10 miliardi di dollari, la dice lunga sulla portata dell’operazione. I lavori, va specificato, non sono banali: comprendono la costruzione di strutture offshore, gasdotti sottomarini e oltre 50.000 tonnellate di attività di fabbricazione.

Non è ancora chiaro, a oggi, quale sarà la quota esatta che spetterà al colosso italiano, ma gli analisti di Banca Akros (che confermano il rating 'buy' con un target price di 4,4 euro) ritengono che l’impatto sul bilancio potrebbe essere significativo.

Unicredit, la sfida tedesca e il giudizio degli analisti

Spostando l’attenzione sul credito, il titolo Unicredit continua a macinare posizioni, spinto dalle dinamiche transalpine legate a Commerzbank. Sebbene l’acquisizione della banca tedesca rappresenti una partita lunga e complessa, indiscrezioni diffuse da Bloomberg (riprese da OraFinanza) rivelano che Piazza Gae Aulenti avrebbe già raccolto impegni capaci di portare la sua quota diretta nell’istituto tedesco ben oltre la soglia del 30%, partendo dall’attuale 26,8%.

Un traguardo, questo, che aumenta la pressione sul management tedesco in vista della scadenza dell’offerta pubblica di acquisto, prevista per il 16 giugno. A corroborare il sentiment positivo sul titolo, che a Piazza Affari guadagna oltre l’1% attestandosi sui 75,33 euro, arrivano i rassicuranti report di Equita Sim: la conferma della raccomandazione 'buy' e l’incremento del peso del titolo nel portafoglio principale derivano da considerazioni valutative che vedono Unicredit ancora scontata rispetto al comparto.

Le altre protagoniste: Prysmian, Leonardo e l’effetto auto

Non si può ignorare, in questo quadro composito, la pioggia di target price alzati che sta interessando i big del listino. Gli analisti di Jefferies, ad esempio, hanno rivisto al rialzo le stime su Prysmian portando l’obiettivo a 176 euro (dai precedenti 117), mantenendo saldo il giudizio 'Buy' grazie alle prospettive di crescita legate alla domanda di fibre ottiche per l’intelligenza artificiale.

Più cauta, ma pur sempre positiva, la revisione di Morgan Stanley su Leonardo: il target price sale a 83 euro da 82, un aggiustamento che conferma la fiducia nel titolo della difesa. Sul fronte delle due ruote (o meglio, delle quattro ruote), arrivano dati confortanti dal mercato italiano: le immatricolazioni auto a maggio segnano un +7,6%, con Stellantis che corre ancora più veloce registrando un incremento del 9,9% grazie soprattutto al successo della Fiat Pandina e dell’elettrica Leapmotor T03.

Easyjet in volo e Softbank sul trono

Uno sguardo oltre confine conferma l’umore euforico dei mercati. A Londra, la low-cost easyJet ha messo a segno un rally del 10% dopo che la società di investimenti Castlelake ha fatto sapere di valutare un’offerta di acquisizione, avviando di fatto il countdown regolamentare che obbliga il fondo a presentare una proposta definitiva entro il 26 giugno.

Molto più a est, precisamente in Giappone, la volatilità lascia spazio a un sorpasso storico: Softbank rimbalza oltre il 14% e, forte dell’annuncio di un investimento da 75 miliardi di euro in Francia per una rete di calcolo legata all’intelligenza artificiale, supera Toyota per capitalizzazione di mercato.

La casa automobilistica, che deteneva il primato da vent’anni, viene così scalzata dal trono dal gigante tecnologico, a dimostrazione di come la finanza premi sempre più i narrativi legati al digitale e alla transizione energetica rispetto alla produzione industriale tradizionale.

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