Manovra 2026, il fisco punta su tabacco e carburanti: aumenti in arrivo dal prossimo anno

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il governo di centrodestra guidato da Giorgia Meloni, nel predisporre la Legge di Bilancio per il 2026, che dovrà essere obbligatoriamente approvata entro la fine del 2025, ha delineato un calendario fiscale i cui effetti, sebbene graduali, si faranno sentire sulle tasche dei cittadini. L'esecutivo, stando a quanto emerge dalle prime bozze, ha infatti costruito una manovra che fa leva su due pilastri tradizionali del gettito, ovvero i prodotti da tabacco e i carburanti, introducendo una serie di ritocchi alle accise programmati su un triennio. Una scelta, questa, che il Ministero dell'Economia e delle Finanze definisce "equilibrata", finalizzata a evitare shock di prezzo troppo bruschi e a contenere il fenomeno del contrabbando, ma che di fatto segna l'avvio di un percorso di rincari progressivi per una serie di beni di consumo.

Il maxi-rincaro per le sigarette

Tra le voci più colpite dagli interventi fiscali vi sono senza dubbio le sigarette, per le quali è previsto un aumento complessivo che, nell'arco dei tre anni di programmazione 2026-2028, raggiungerà circa 60 centesimi per pacchetto. Il meccanismo, studiato per essere progressivo, dovrebbe tradursi in un rincaro immediato di 14-15 centesimi a partire dal prossimo anno, un dato che, come spesso accade, potrebbe subire un arrotondamento al multiplo di dieci centesimi più vicino. A essere interessati dagli incrementi non sono soltanto le sigarette tradizionali; le previsioni di settore, infatti, indicano aumenti significativi anche per le sigarette elettroniche, con un rialzo attorno ai 12 centesimi, e per il tabacco trinciato, anch'esso destinato a costare di più.

Lo scenario per i carburanti

Mentre per il tabacco il segno è unicamente quello del rialzo, il panorama dei carburanti si presenta più articolato, sebbene anch'esso sia soggetto a manovre fiscali. La stessa bozza di manovra prevede, infatti, un andamento divergente tra i diversi prodotti: se da un lato il prezzo della benzina è destinato a scendere, dall'altro il diesel subirà un aumento. Questa differenziazione riflette una strategia di intervento settoriale che, pur muovendosi all'interno di un disegno complessivo volto a generare gettito – si parla di oltre un miliardo di euro per le casse dello Stato nel triennio –, cerca di modulare l'impatto sui diversi comparti e, di conseguenza, sulle diverse categorie di utenti.

L'impatto fiscale complessivo

L'operazione complessiva, che si inserisce nel solco di una prassi consolidata per i governi di diverso colore, mira a reperire risorse senza ricorrere a misure shock, distribuendo l'onere su un arco temporale più ampio. La scelta di agire sulle accise di beni come sigarette e carburanti, che garantiscono un introito pressoché immediato e costante, rivela la priorità data alla stabilità di bilancio. Se ne vedranno gli effetti a partire dal 2026, quando i primi aumenti diventeranno operativi, avviando un ciclo triennale che modificherà, seppur in modo graduale, il costo della vita per milioni di persone.

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