Artemis II si muove verso la rampa, la Nasa accende i motori del ritorno lunare

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Il gigantesco razzo Space Launch System, sormontato dalla capsula Orion, ha abbandonato la protezione del Vehicle Assembly Building al Kennedy Space Center, avviando il suo lento trasferimento verso la rampa di lancio 39B. Questo movimento, tecnicamente definito "rollout", segna il passaggio dalla fase di preparazione a quella operativa diretta, un momento che i funzionari dell'agenzia spaziale statunitense hanno descritto come carico di una palpabile tensione, mista a legittima eccitazione. Il percorso, che il convoglio percorre a bordo di un crawler-transporter appositamente modificato, richiede diverse ore, un tempo durante il quale i sistemi del vettore vengono monitorati costantemente prima di essere eretti nella configurazione di lancio.

Un traguardo visibile dopo anni di sviluppo

L’uscita del complesso SLS-Orion dall’enorme hangar di assemblaggio, un edificio che di per sé è un monumento alla storia dell’esplorazione spaziale, rappresenta il primo segnale visibile e concreto per il pubblico dopo anni di sviluppo, test e ritardi. La missione Artemis II, che vedrà a bordo quattro astronauti – tra i quali figura per la prima volta una donna in un viaggio verso la Luna – non prevede un allunaggio, ma costituirà la prova generale fondamentale per verificare ogni aspetto della navicella in condizioni di volo reale nello spazio profondo. Il suo successo è, infatti, la condizione imprescindibile per la missione successiva, Artemis III, che punta a far scendere nuovamente esseri umani sulla superficie polare del nostro satellite naturale.

La sicurezza prima della data sul calendario

Sebbene esistano delle finestre di lancio teoriche già individuate nei primi mesi dell’anno, i responsabili del programma hanno più volte sottolineato come l’obiettivo primario non sia inseguire una scadenza prefissata, bensì garantire che tutti i sistemi siano pronti e che la sicurezza dell’equipaggio sia assoluta. Il periodo che segue il rollout è denso di attività: sulla rampa, il razzo e la navicella verranno sottoposti a una serie di controlli integrati e di prove dei sistemi di terra, un processo meticoloso che precede il cosiddetto "wet gown rehearsal", una simulazione a tutto tondo del caricamento del propellente e del conto alla rovescia. Solo al termine di questa sequenza, e dopo l’analisi di tutti i dati raccolti, verrà presa la decisione finale di procedere verso la data di lancio effettiva.

L’eredità di Apollo e il nuovo corso di Artemis

Il ritorno di astronauti in prossimità della Luna, un’impresa non tentata dall’epoca dell’Apollo 17 nel dicembre del 1972, si colloca in un contesto geopolitico e tecnologico radicalmente mutato. Il programma Artemis, il cui nome evoca la sorella gemella di Apollo nella mitologia greca, nasce con ambizioni di sostenibilità e di apertura a partnership internazionali e private, ponendosi l’obiettivo di stabilire una presenza umana duratura intorno e sulla Luna. Il presidente degli Stati Uniti ha riaffermato il sostegno a questo programma, che viene visto non solo come una straordinaria avventura scientifica, ma anche come un volano tecnologico e un simbolo di leadership nella nuova era dell’esplorazione spaziale, dove diversi attori statali si muovono con piani ambiziosi.

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