Pisa-Torino, le scelte di Hiljemark e D’Aversa: Kulenovic titolare, fuori Adams e Touré in panchina
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Redazione Sport
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La trentunesima giornata di Serie A, quella che prosegue il suo corso dopo i primi novanta minuti del mattino, si appresta a vivere un altro capitolo cruciale con il fischio d’inizio delle 18. Non si tratta, è bene chiarirlo subito, di un semplice incrocio di metà classifica: per il Pisa e per il Torino, infatti, la posta in palio assume contorni diversi ma ugualmente pesanti. I toscani, rintanati nelle zone calde della parte bassa del tabellone – laddove l’ossigeno sembra scarseggiare – inseguono quella che molti addetti ai lavori definiscono una salvezza dai contorni quasi impossibili. D’altro canto, i granata di Roberto D’Aversa arrivano all’appuntamento carichi di una tensione palpabile, alimentata da un finale di stagione che ha già prodotto contestazioni e malumori nello spogliatoio.
Le formazioni ufficiali: sorpresa Kulenovic, la panchina di Adams e le scelte di Hiljemark
Le formazioni ufficiali, diramate nell’ora che precede il calcio d’inizio, offrono spunti interessanti che vanno ben oltre la semplice lista dei convocati. Oscar Hiljemark, tecnico di casa, ha deciso di affidare la porta a Semper, una scelta che porta con sé il peso della responsabilità in una sfida così delicata. Davanti a lui, la linea a tre è composta da Calabresi, Caracciolo e Canestrelli. A centrocampo, la sorpresa forse più rilevante riguarda la posizione di Tramoni, impiegato come mezzala – e non come esterno d’attacco – a supporto della coppia offensiva formata da Moreo e Meister. Sulla destra, Leris ha avuto la meglio su Touré, relegato in panchina. A complicare ulteriormente il quadro delle esclusioni, Iling e Lorran non figurano nemmeno tra i possibili subentranti: una decisione, quest’ultima, dettata da una pura scelta tecnica che lascia trapelare la mano ferma del mister svedese.
Il rebus dell’attacco granata: Kulenovic al fianco di Simeone, esclusione pesante per Adams
Se nel Pisa le assenze pesanti si contano sulle dita di una mano, dall’altra parte della barricata – quella torinese – la sorpresa assume le sembianze di un nome preciso: Kulenovic. L’attaccante, partito con i gradi di riserva nelle previsioni della vigilia, si ritrova invece al centro del progetto tattico di D’Aversa, schierato dal primo minuto al fianco di Simeone. Una scelta che inevitabilmente si ripercuote su Adams, il quale parte dalla panchina in una partita che profuma già di spareggio. L’assenza di Zapata, ormai cronaca nota, lascia il reparto offensivo leggermente scoperto, ma la presenza di Casadei tra i sostituti (in panchina anche Akinsanmiro) offre qualche alternativa a gara in corso. Il Torino scende in campo con un 3-4-1-2: Paleari tra i pali; Ebosse, Ismajli e Coco a comporre il terzetto difensivo; Pedersen, Prati, Gineitis e Obrador sugli esterni di centrocampo; Vlasic a cucire il gioco tra mediana e attacco, dove appunto Kulenovic e Simeone avranno il compito di finalizzare.
La vigilia e il peso specifico di una sfida senza “ultime spiagge”
Osservando la situazione dall’alto, quasi con il distacco di chi non è direttamente coinvolto, la Fiorentina segue con attenzione gli sviluppi di questa lotta nelle zone basse. Per il Pisa, la matematica resta un ostacolo oggettivo: la rincorsa alla salvezza appare un’impresa titanica, ma Hiljemark, interpellato da DAZN nel pre-partita, ha voluto smorzare ogni retorica legata alle cosiddette “partite della vita”. Le sue parole, asciutte e prive di enfasi, hanno ribadito un concetto semplice: non esiste un’ultima spiaggia, né una chiamata definitiva. Quello che serve, ha spiegato, sono grandi prestazioni, una dopo l’altra. Un approccio che elude ogni deriva emotiva e si concentra sul fattore campo, sulla necessità di trasformare la pressione in carburante. D’altra parte, il Torino reduce dal ko esterno contro il Milan a San Siro, porta con sé le cicatrici di un ambiente in fermento. Le contestazioni dei giorni scorsi non sono un ricordo lontano, e ogni passo falso rischierebbe di riaprire crepe che D’Aversa cerca invece di sigillare con le scelte di formazione.




