Paolo Jannacci e il rapporto tra suo padre Enzo e Francesco Guccini: “Dialoghi spassosissimi”

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Alla notizia della scomparsa di Francesco Guccini, avvenuta il 6 agosto all'età di 86 anni, la prima reazione di Paolo Jannacci è stata un dolore che si è subito aperto a un mondo di ricordi: il Maestrone, come lo chiamavano, ha segnato in modo profondo il suo percorso artistico e umano. Il primo contatto non è avvenuto in casa, con il padre Enzo, bensì in un contesto più informale e giovanile, quando a quindici anni, in auto con un gruppo di amici diretti in montagna, una musicassetta di Guccini girava nell'autoradio.

Un ricordo lontano che fa da prologo a una storia di stima e collaborazione, quella tra due giganti della canzone d'autore italiana, apparentemente distanti ma in realtà legati da una sensibilità comune.

Un rapporto fatto di stima e dialoghi surreali

Nonostante la diversità musicale – con Guccini descritto come più stringato e lineare e Jannacci come più astratto – i due cantautori condividevano l'amore per il racconto del mondo e l'attenzione al sociale. Come ha raccontato Paolo, le loro strade non si incrociavano quotidianamente, ma quando ciò accadeva i dialoghi erano spassosissimi. Un aneddoto, in particolare, restituisce tutta la loro singolare dinamica: in un docufilm dedicato a Enzo Jannacci, Guccini stesso ha raccontato che il collega parlava a raffica, finché lui non lo interrompeva dicendogli: "Enzo, non ho capito niente".

La risposta di Jannacci era secca e inconfondibile: "Va bene Francesco, ciao".

La musica dal vivo e le collaborazioni in studio

Il rapporto tra i due si è concretizzato anche in occasione di esibizioni dal vivo e progetti discografici. Nel 1995, i Jannacci e Guccini si sono ritrovati insieme sul palco del programma televisivo "Il Laureato" di Piero Chiambretti, con Enzo al pianoforte, Paolo alla fisarmonica e Guccini alla voce. Per Paolo Jannacci, l'esperienza è stata intensa: Guccini, dice, era "muscolare", un artista fisico che ti faceva stare attento ma che, grazie alla sua chiarezza, rendeva tutto molto piacevole.

L'ultima collaborazione risale al 2022, quando Guccini lo ha voluto per il disco di cover "Canzoni da Intorto". La scelta del brano non è stata casuale: cantare "Sei minuti all'alba" di Enzo Jannacci, canzone dedicata al nonno partigiano di Paolo, era un modo per rendere omaggio a un rapporto che andava oltre la musica. Pur lavorando a distanza, con Guccini che cantava e Paolo che incideva i cori separatamente, quella fu l'ultima volta che si sentirono.

L'eredità di un'amicizia sincera

Alla domanda su cosa mancherà di più di Francesco Guccini, Paolo Jannacci risponde con una parola che forse racchiude l'essenza del loro legame: "La sincerità". Un'eredità che, come ha dimostrato nel suo racconto, rimane viva nei ricordi di chi ha avuto la fortuna di incrociare il suo cammino.

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