WhatsApp rinvia la pubblicità in Ue al 2026: Meta si adegua alle norme privacy

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Meta ha confermato alle autorità irlandesi che l’introduzione della pubblicità su WhatsApp nell’Unione europea slitterà al 2026, un ritardo dettato dalle rigide normative comunitarie in materia di protezione dei dati. La decisione arriva nonostante il rollout graduale della nuova funzionalità sia già partito altrove, con annunci visualizzati nella sezione «Aggiornamenti» dell’app, tra Status e Canali.

A bloccare l’espansione del servizio nel mercato Ue è stata la Commissione irlandese per la protezione dei dati (Dpc), che svolge un ruolo chiave nel vigilare su Meta poiché l’azienda ha sede legale europea a Dublino. «Questo prodotto non verrà lanciato nell’Ue prima del 2026», ha dichiarato il commissario Des Hogan, citato da Politico. Il motivo principale è legato ai timori sui meccanismi di profilazione, che secondo le autorità potrebbero sfruttare dati condivisi con altri servizi del gruppo, come Facebook e Instagram, violando i principi del Gdpr.

L’annuncio rappresenta una battuta d’arresto per Meta, che puntava a monetizzare ulteriormente WhatsApp dopo averla acquisita nel 2014. L’app, utilizzata da oltre due miliardi di persone nel mondo, finora ha evitato inserzioni pubblicitarie dirette, mantenendo un modello di business basato su servizi a pagamento per le aziende. L’introduzione degli annunci, seppure limitata a una sezione specifica, era vista come un passo significativo verso una maggiore integrazione con l’ecosistema pubblicitario di Meta.

In Europa, però, il piano ha incontrato ostacoli. Le norme Ue, più stringenti rispetto a quelle di altri mercati, impongono limiti rigorosi sul tracciamento degli utenti e sul trattamento dei dati personali. Già in passato Meta è stata multata per violazioni del Gdpr, e il rinvio del lancio pubblicitario su WhatsApp sembra un tentativo di evitare ulteriori sanzioni.

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