Muccino a Napoli, tra “Le cose non dette” e la colonna sonora di Mahmood
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Nel cuore di Napoli, al cinema Metropolitan di Chiaia e poi al Modernissimo nel centro storico, Gabriele Muccino ha presentato il suo ultimo lavoro, accolto con calore da un pubblico entusiasta. Il regista, che sta promuovendo “Le cose non dette” con un fitto giro di appuntamenti tra Milano e il capoluogo campano, ha parlato a ruota libera, toccando vari aspetti della pellicola, il cui successo al box office sembra confermato dai dati di giovedì scorso, che la vedono resistere saldamente al primo posto. Muccino, il cui stile cinematografico raggiunge qui un’intensità particolarmente viscerale, ha costruito una storia che, partendo dalla crisi di una coppia incapace di avere figli e dalle liti continue di un’altra, diventa il pretesto per esplorare le dinamiche più intime e contraddittorie dei personaggi, i quali, nel tentativo di uscire dalle proprie condizioni, innescano una catena di situazioni delicate.
La scelta musicale e l’orizzonte personale
Uno dei focus dell’incontro è stata la colonna sonora, curata da Paolo Buonvino, con la canzone principale affidata a Mahmood. “Da Tangeri a Mahmood il passo è stato immediato”, ha spiegato Muccino, definendo l’artista “il cantante più raffinato ed esotico che abbiamo” ed esprimendo grande felicità per la sua partecipazione, considerata perfetta per il film. La scelta, in effetti, sembra rispecchiare quel mix di ricerca emotiva e di tensione narrativa che caratterizza l’opera. Alla domanda su un possibile ritorno a vivere negli Stati Uniti, dove il presidente è nuovamente Donald Trump, il regista ha risposto in modo netto, limitando un eventuale trasferimento alla sola eventualità di realizzare un film, sottolineando così un radicamento nel contesto italiano che va oltre la semplice professione.
Il cast e la struttura narrativa
Accompagnato nelle varie tappe da membri del cast come Miriam Leone e Carolina Crescentini, Muccino ha lavorato con un gruppo di attori di primo piano, tra i quali figurano anche Stefano Accorsi, Claudio Santamaria, Beatrice Savignani e Margherita Pantaleo. Le loro interpretazioni danno vita a personaggi complessi: un professore di filosofia in crisi creativa, una giornalista di successo, un ristoratore sopraffatto dagli impegni e una donna irrisolta che riversa le proprie ansie sulla figlia adolescente. La trama, che potrebbe apparire come un semplice intreccio di vicende private, si sviluppa invece in una riflessione ampia sulle incomprensioni e sui silenzi che segnano spesso le relazioni, senza ricadere in facili moralismi.
Il riscontro del pubblico e il contesto
I dati di incasso, che mostrano un calo contenuto rispetto alla settimana precedente, suggeriscono un positivo passaparola tra gli spettatori, elemento cruciale per la tenuta di un film nel mercato contemporaneo, affollato di nuove uscite. “Le cose non dette”, pur affrontando temi intricati e personali, dimostra quindi di saper intercettare l’interesse del grande pubblico, ritagliandosi uno spazio significativo anche in una giornata che ha visto l’arrivo di altre pellicole, come un giallo-commedia ambientato in una località innevata. L’abbraccio con Gigi D’Alessio a Napoli, episodio di cronaca leggera, completa il quadro di una promozione vissuta con partecipazione, lontana dalle mere logiche di mercato e più vicina a un dialogo diretto con chi il cinema lo frequenta.
Il regista Gabriele Muccino presenta a Napoli il film "Le cose non dette", spiegando la scelta di Mahmood per la colonna sonora e parlando del successo al botteghino e del suo legame con l'Italia.




