La Coppa d’Africa sfalda i ranghi della Serie A, in attesa del via dal Marocco
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Redazione Sport
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L’appuntamento continentale, che si disputerà interamente in terra marocchina dal 21 dicembre al 18 gennaio, si prepara a privare il campionato italiano di una ventina di suoi protagonisti. Una dispersione di forze, quella determinata dalle convocazioni per la rassegna africana, che costringerà molte squadre a rivedere i propri assetti in un periodo già denso di impegni. La fase a gironi del torneo, in programma fino alla vigilia di Capodanno, coinciderà infatti con due turni di Serie A, i cui tabellini saranno inevitabilmente segnati dalle numerose assenze. Un calcolo che gli allenatori sono costretti a fare, bilanciando la squadra in vista di un mese di fuoco, durante il quale alcuni dovranno fare a meno di pezzi importanti del proprio mosaico tecnico.
Il peso delle convocazioni sui club italiani
Sono ventuno, stando alle liste ufficiali, i calciatori di Serie A che risponderanno alla chiamata delle rispettive nazionali. Tra di essi, figure di spicco come l’attaccante Ademola Lookman, il centrocampista Luvumbo e i difensori Evan Ndicka e Adam Masina, le cui partenze lasceranno un vuoto non facile da colmare per le loro società. Ciascuna di esse, del resto, dovrà fare i conti con un calendario infittito, nel quale la pausa natalizia sarà solo un ricordo, sostituita dall’urgenza di trovare soluzioni alternative in grado di tamponare l’emergenza. Non mancano, per fortuna di alcuni tecnici, casi di giocatori africani rimasti a disposizione dei club, sia per scelte dei commissari tecnici sia a causa di infortuni, che offrono un margine di manovra seppur ridotto in un contesto già compromesso.
L’organizzazione del torneo e il suo impatto sul campionato
La decisione di assegnare l’organizzazione della trentacinquesima edizione al Marocco, che inaugurerà il torneo affrontando le Comore, ha creato un quadro logistico nuovo. Una scelta, quella della Caf, che concentra l’evento in un unico paese, semplificando gli spostamenti ma non mitigando l’impatto sui campionati europei. Il periodo scelto, che abbraccia le festività e si spinge fino a metà gennaio, interseca una fase cruciale della stagione italiana, dove ogni punto in classifica ha un valore specifico. Le squadre più colpite, quelle che vedono partire più di un titolare, dovranno pertanto attingere a fondo dalle proprie riserve, sperando che il rendimento collettivo non subisca contraccolpi eccessivi in una gara dopo l’altra.
Le conseguenze tecniche e l’adattamento necessario
L’assenza prolungata di elementi chiave costringe a ripensamenti tattici, a sperimentazioni forzate che possono rivelarsi sia una debolezza sia, in qualche raro caso, un’opportunità per scoprire nuove risorse. Gli schemi di gioco, studiati e collaudati nei mesi precedenti, potrebbero necessitare di aggiustamenti, se non di una vera e propria rivoluzione, per coprire i buchi lasciati da chi se ne è andato. È il momento, per molti, di dimostrare di avere una rosa ampia e competitiva, dove il secondo o il terzo della gerarchia siano pronti a prendersi delle responsabilità. Una sfida dentro la sfida, che mette alla prova non solo il talento dei singoli ma anche la capacità dell’intero gruppo di tenere il passo, aspettando il rientro di chi, tra un mese, tornerà magari con una medaglia al collo ma certamente con parecchie energie spese.




