Crisi Stellantis, produzione giù del 75% a Modena

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Mentre nei giorni scorsi si è svolta, proprio nella sede di Modena, la consegna dell'esemplare unico di una MC20 commissionata dai nipoti del fondatore del marchio Ettore Maserati, che insieme ai fratelli Alfieri ed Ernesto dette vita all'azienda nel lontano 1914, il consueto report della Fim-Cisl sugli stabilimenti del gruppo Stellantis consegna un quadro molto allarmante sulla produzione nei due plant della casa del Tridente, il polo produttivo di Torino e quelli nel capoluogo emiliano, dove sono impiegati complessivamente circa 200 operai e 900 ingegneri.

In generale, il mercato dell’auto in Italia sembra aver imboccato una discesa piuttosto ripida nell’ultimo periodo, visto che i riscontri negativi a doppia cifra registrati già a fine agosto sono stati confermati anche a fine settembre. Condizione che non esclude nemmeno Stellantis, ovvero le vendite dei marchi del Gruppo nato dalla fusione tra FCA e PSA. Evidenze che pesano anche sulla produzione strettamente italiana di Stellantis, secondo quanto riportato dai dati espressi nel rapporto FIM CISL sulla produzione Tricolore di Stellantis.

Il settore auto è in ginocchio e la colpa, secondo uno studio di Unimpresa, è delle normative europee sulla transizione ecologica e digitale, che stanno schiacciando le capacità produttive e competitive delle aziende. La notizia del tracollo produttivo di Stellantis nei primi nove mesi del 2024, con un calo del 31,7% nella produzione di veicoli rispetto all’anno precedente, è solo l’ultimo campanello d’allarme di una crisi profonda che attanaglia l’intero settore dell’automobile in Italia.

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