Anche Nuoro si mobilita per Gaza, cittadinanza onoraria alla relatrice Onu Albanese

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre la Francia compie il gesto, storicamente simbolico, del riconoscimento dello Stato di Palestina, le piazze italiane continuano a essere teatro di una mobilitazione che, lontana dall’attenuarsi, sembra trovare nuova linfa. Dopo l’affollata manifestazione di sabato a Potenza, dove in piazza Mario Pagano una fitta folla di cittadini, famiglie e attivisti ha chiesto a gran voce di “fermare il genocidio”, è toccato a Nuoro raccogliere il testimone di una protesta che trascende le appartenenze politiche. Davanti al municipio barbaricino, un presidio imponente e pacifico, animato da persone di ogni età e da un’esposizione di bandiere palestinesi, ha preceduto una decisione formale del consiglio comunale.

L’aula, convocata in una seduta ad hoc proprio per discutere la questione palestinese, ha infatti approvato – con un largo consenso trasversale che ha visto 19 voti favorevoli – il conferimento della cittadinanza onoraria a Francesca Albanese. La relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi occupati, figura nota per il suo impegno nella documentazione delle violazioni dei diritti umani, è stata così simbolicamente accolta nella comunità nuorese. La mozione, proposta dal gruppo Pd Riformisti su iniziativa della consigliera Irene Melis, ha ottenuto il sostegno non solo dell’intera maggioranza ma anche di alcuni rappresentanti della minoranza, segnando un momento di rara unità d’intenti.

Questi gesti, che pure hanno un valore politico e civile innegabile, si scontrano però con una realtà internazionale apparentemente immutabile. L’atto francese, per quanto carico di significato, non sembra destinato a scalfire la determinazione del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, il quale – in un atteggiamento che alcuni osservatori paragonano, per la sua intransigenza, a quello di Vladimir Putin in un altro conflitto – prosegue la sua linea senza mostrare cedimenti di sorta. La sua politica, che ignora tanto le pressioni dei suoi stessi cittadini che le risoluzioni dell’Onu, procede imperterrita, riducendo a un’eco lontana le voci che si levano dalle piazze europee.

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