Meloni accusa la sinistra per l'omicidio Kirk, l'opposizione chiede chiarezza in Parlamento

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Mentre le indagini sull'omicidio di Charlie Kirk, la voce trumpiana uccisa mercoledì, procedono ancora nella loro fase cruciale, il governo italiano ha già imbastito la sua narrazione politica, attribuendo alla sinistra la responsabilità morale dell'accaduto. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un videomessaggio inviato alla convention di Vox a Madrid, ha definito la vittima «un giovane coraggioso che ha pagato con la propria vita il prezzo della sua libertà», aggiungendo che il suo sacrificio ricorda «da che lato stanno la violenza e l'intolleranza».

Un posizionamento netto, il suo, che non si è limitato a un tributo ma è apparso come un’assegnazione di colpe, la quale, sebbene non esplicitamente dichiarata, è stata recepita in modo univoco dal suo elettorato e dai suoi alleati. Alcuni ministri, del resto, sono andati ben oltre, lanciando accuse dirette e gravissime verso le opposizioni, tacciate addirittura di essere filo-terroriste; un’escalation verbale che ha portato la tensione politica a un livello difficilmente registrabile in precedenza.

Proprio per questo, dalle forze di opposizione si leva un secco invito alla premier affinché scenda in Aula per fornire delucidazioni. Se lo scenario descritto dall’esecutivo è quello di un paese sotto «allarme democratico», con una sinistra violenta che intimorirebbe le istituzioni, allora è necessario che Meloni esponga in Parlamento ogni elemento a sua disposizione, evitando di gettare benzina sul fuoco con dichiarazioni rilasciate in sedi internazionali o sui social network, dove aveva scritto, poche ore dopo il delitto, «non ci faremo intimidire».

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