Meloni, a Gioventù nazionale, evoca le Br e l'omicidio Kirk: "Non abbiamo paura"
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Redazione Interno
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In un registro sempre più identitario e marcatamente elettorale, Giorgia Meloni è intervenuta alla festa ‘Fenix’ di Gioventù nazionale, il movimento giovanile di Fratelli d’Italia, tenutasi a Roma. Accolta dai cori dei militanti – che hanno scandito il suo nome e quello di un unico “presidente” – la premier ha impostato il suo discorso, come già accaduto in recenti occasioni pubbliche, sulla contrapposizione tra il governo e i suoi avversari.
Il punto cruciale del suo intervento è ruotato attorno alle minacce e alla violenza politica, con un esplicito riferimento al periodo delle Brigate rosse. “Non abbiamo avuto paura ai tempi in cui potevi essere ammazzato a colpi di chiave inglese per aver scritto un tema sulle Brigate rosse”, ha dichiarato la presidente del Consiglio, “e non abbiamo paura oggi”. Secondo la sua analisi, le minacce si moltiplicherebbero in proporzione alla dimostrata capacità di governo dell’esecutivo da lei guidato.
L’occasione per queste riflessioni è stata fornita dall’omicidio di Charlie Kirk, il commentatore conservatore ameriano la cui morte è al centro di un’inchiesta. Meloni ha sostenuto che Kirk “è stato fermato perché smontava la narrazione mainstream”, aggiungendo che “l’odio non è finito con la sua morte”. Ha poi criticato quelli che ha definito “moralizzatori”, accusandoli di non aver condannato con sufficiente vigore un post sui social network, giudicato minaccioso, che ritraeva l’attivista deceduto.




