Guido De Maria, il papà di Nick Carter e SuperGulp, ci lascia a 93 anni. L'omaggio di Varetto e il premio ritrovato dopo 45 anni
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Aveva un sorriso sornione e una carica creativa che sembrava non esaurirsi mai, eppure, nonostante i successi televisivi e l’affetto del pubblico, Guido De Maria ha sempre mantenuto un’ironia sottile e un distacco elegante dalla notorietà. Nato a Lama Mocogno, nell’appennino modenese, l’autore di fumetti, disegnatore, regista di spot pubblicitari e mente dietro le trasmissioni cult per ragazzi come "SuperGulp!" e le avventure del detective Nick Carter, se n’è andato all’età di 93 anni, chiudendo un capitolo fondamentale della storia dell’intrattenimento italiano.
Dopo gli esordi e il periodo di lavoro a Bologna, De Maria scelse di fare ritorno nel modenese, stabilendosi a 36 anni in una villa immersa nelle campagne di Santa Maria del Mugnano, dove ha vissuto fino agli ultimi giorni, circondato da quella natura che tanto amava. La sua carriera, costellata da collaborazioni con giganti come Bonvi e da un’impronta umoristica inconfondibile, si è intrecciata con l’evoluzione dei media, passando dalla carta stampata alla televisione e, infine, al digitale, grazie al lavoro di chi ha saputo traghettarlo nel nuovo millennio.
L’eredità digitale di Nick Carter: l’omaggio di Claudio Varetto
Tra i tanti estimatori e amici, spicca la figura di Claudio Varetto, pubblicitario originario di Carpi e profondo conoscitore del mondo dei fumetti, che ha saputo accompagnare Guido De Maria nel passaggio al web e ai social network. Già a partire dal 2001, ben venticinque anni fa, Varetto ha curato la realizzazione del sito, un’iniziativa che ha riportato alla ribalta il celebre detective ideato da De Maria e Bonvi, facendo conoscere le loro strisce a una generazione di internauti che forse non aveva avuto la fortuna di vederle in televisione.
Ma l’impegno di Varetto non si è limitato a questo: nel corso degli anni, si è occupato dell’organizzazione della mostra dedicata a "Gulp!" e "SuperGulp!", ha collaborato attivamente alla nascita del Bonvi Parken e ha curato numerosi cofanetti e antologie che hanno celebrato il rapporto tra il fumetto e la televisione, preservando un patrimonio artistico che rischiava di andare disperso.
La sinergia tra i due era talmente solida che, proprio in questi giorni, Varetto ha annunciato l’intenzione di portare avanti un progetto per celebrare degnamente la memoria del maestro, un’iniziativa che promette di coinvolgere appassionati e addetti ai lavori in un omaggio collettivo.
Il premio che viaggiò per 45 anni: la rivalsa del Giffoni Film Festival
Il legame con De Maria e il suo mondo ha attraversato i decenni, regalando aneddoti che sembrano usciti da una delle sue stesse sceneggiature. Nel 1979, Guido De Maria vinse la sezione animazione al Giffoni Film Festival, un riconoscimento prestigioso che avrebbe dovuto sancire il suo ruolo di pioniere del settore.
Eppure, per un contrattempo legato ad altri impegni lavorativi, l’autore non poté salire sul palco a ritirare il premio, e quel trofeo rimase in sospeso, quasi dimenticato nei meandri dell’organizzazione, in attesa di un momento che sembrava ormai definitivamente sfuggito alle lancette del tempo. Invece, incredibilmente, quel premio ha viaggiato attraverso quarantacinque anni, mantenendo intatto il suo significato, fino a quando, nel settembre del 2024, è stato finalmente consegnato a De Maria, che all’epica attesa ha risposto con la consueta, bonaria ironia che lo contraddistingueva.
Una storia che sembra inventata, ma che testimonia quanto il mondo dell’animazione e del fumetto italiano sia spesso fatto di gesti simbolici e di ricompense che arrivano quando meno ci si aspetta, quasi a voler ribadire l’importanza di un’arte che non conosce il tempo.
La cena da Manfredi e l'allegra brigata con Guccini
Per comprendere appieno il carattere di Guido De Maria, basta rievocare una delle sue ultime apparizioni pubbliche, avvenuta durante una cena nella residenza dello scrittore Valerio Massimo Manfredi, nelle campagne modenesi. In una tiepida sera di mezza estate, con i tavoli elegantemente imbanditi da tovaglie candide che si allungavano fin sul prato, gli invitati erano già quasi tutti seduti quando De Maria arrivò tra gli ultimi, con un cappotto di montone addosso – decisamente fuori stagione – e gli sci in spalla, come se stesse tornando da una discesa invernale.
Nessuno si aspettava una simile entrata, eppure, mentre gli altri ospiti scoppiavano in un coro di risate e applausi, scandendo "grande Guido, grande Guido", lui rispondeva con quel sorriso sornione che lo rendeva immediatamente riconoscibile, un misto di saggezza e di spirito goliardico.
In quell’occasione, la brigata si allargò alla presenza di Francesco Guccini e degli Archibusti Boni, creando un’alchimia fatta di racconti, aneddoti e battute che hanno reso quella serata indimenticabile per tutti i presenti, a testimonianza di come la sua capacità di animare qualsiasi contesto fosse rimasta intatta fino all’ultimo.
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