Arresto del generale Liporace: corruzione e turbativa nell'ombra degli appalti
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Il generale Oreste Liporace, comandante dei carabinieri del secondo reggimento allievi, marescialli, brigadieri di Velletri (Roma), è stato arrestato. Le accuse sono pesanti: corruzione, turbativa e false fatture su un appalto da quasi 700mila euro per servizi di pulizia della caserma.
Dettagli dell'arresto
L'ordinanza di arresti domiciliari è stata eseguita in seguito a un'inchiesta del Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di finanza di Milano e del pm milanese Paolo Storari. Liporace è stato sospeso dall’Arma con effetto immediato.
Il ruolo dell'imprenditore
Un imprenditore è stato arrestato insieme a Liporace. L'inchiesta riguarda presunte assegnazioni illecite di fondi e appalti pubblici in cambio di denaro. L'appalto in questione, del valore di quasi 700mila euro, riguardava i servizi di pulizia della caserma ed era stato affidato all’impresa Fabbro fino al 2021.
Coinvolgimento di un dirigente del Ministero dei Trasporti
L'inchiesta ha coinvolto anche Lorenzo Quinzi, capo del dipartimento per gli affari generali e la digitalizzazione del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Quinzi è indagato per turbata libertà degli incanti. Sono emersi dall'inchiesta "due soggiorni" in un residence a Sestriere, riconducibile alla proprietà dell'imprenditore Ennio De Vellis, nel gennaio 2022 e nel novembre 2023, e "la consegna di un pacco (presumibilmente un regalo)" che l'imprenditore gli avrebbe mandato il 26 gennaio scorso, giorno del suo compleanno.




