Marocco in finale di Coppa d’Africa, Milano esulta. La parata di Bounou e l’elogio di Regragui
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Le strade di Milano, che già avevano vissuto l’ebbrezza di un’impresa mondiale due anni fa, si sono nuovamente riempite di voci, di canti e di bandiere alate. L’occasione, questa volta, è il traguardo storico della nazionale marocchina, approdata alla finale della Coppa d’Africa dopo una semifinale di rara intensità, la quale verrà ricordata a lungo, soprattutto per un episodio decisivo avvenuto dagli undici metri. Contro la Nigeria, infatti, l’incontro si è protratto fino ai tempi supplementari senza che le reti venissero scalfite, costringendo le squadre alla crudele lotteria dei rigori, dove il portiere Yassine Bounou, ex Siviglia, ha compiuto un’autentica prodezza, parando un tiro dal dischetto e regalando così ai suoi il biglietto per l’atto conclusivo del torneo continentale.
Il percorso e l’attesa sfida con il Senegal
Dall’altro lato del tabellone, il Senegal ha tenuto fede ai pronostici, imponendosi sull’Egitto con un gol di Sadio Mané a pochi minuti dalla fine, un risultato che ha frustrato le ambizioni dei faraoni, guidati da Mohamed Salah, i quali non sono riusciti a esprimere il proprio miglior gioco. I Leoni della Teranga, però, dovranno affrontare la finalissima di domenica 18 gennaio privi di alcuni elementi chiave, a cominciare dal pilastro difensivo Kalidou Koulibaly, fermato da un infortunio, e di Habib Diarra, costretto a osservare una squalifica. Una situazione, questa, che potrebbe alterare gli equilibri in vista del confronto con i nordafricani, i quali invece sembrano poter contare su un gruppo in piena espansione, sia sul piano tecnico che su quello dell’unità.
Le parole del ct Regragui per il gioiello di Roma
A contribuire allo stato di grazia della squadra, oltre all’eroica prestazione del portiere, è stata anche la crescita esponenziale di alcuni giocatori, sui quali il commissario tecnico Walid Regragui ha voluto focalizzare l’attenzione al termine della partita. In conferenza stampa, infatti, l’allenatore ha riservato un elogio particolare al centrocampista Neil El Aynaoui, tesserato per la Roma, definendolo “un giocatore fantastico” e sottolineandone l’impeccabile lettura tattica delle fasi di gioco, qualità che ne fanno, a suo dire, un elemento di fondamentale importanza per il funzionamento dell’intero collettivo. Osservazioni che vanno ben oltre il semplice complimento di circostanza, e che dipingono il ritratto di un atleta completo, le cui doti umane, peraltro, vengono considerate dallo staff tecnico alla stregua di quelle espresse in campo.
Una finale che promette spettacolo
L’appuntamento di domenica si preannuncia, dunque, come un classico del calcio africano, uno scontro tra due formazioni che hanno dimostrato di possuire non solo talento individuale, come quello di Mané o quello custodito tra i pali da Bounou, ma anche una solida organizzazione di squadra. Mentre il Senegal punta a riconfermarsi, il Marocco sogna di scrivere un nuovo capitolo della propria storia, cercando di emulare, in un contesto diverso, le sensazioni già provate durante la recente spedizione mondiale. L’attesa, intanto, scalda i cuori dei tifosi a Milano e in tutto il mondo, pronti a vivere un’altra serata di sport e di passione.




