Milan, la stanchezza e le certezze: Modric, Rafa e Saelemaekers
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Redazione Sport
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La stanchezza, dopo un avvio di stagione intenso, comincia a farsi sentire in modo palpabile tra i ranghi rossoneri, che hanno ben donde per accusare il colpo avendo operato solo due cambi di rilievo nella rosa, un numero esiguo se paragonato ai cinque effettuati da altre squadre concorrenti. In queste fasi, come sottolineato da una parte della stampa specializzata, emerge con forza un principio cardine: se non puoi vincere una partita, almeno evita di perderla, un monito che sembra riflettere le attuali difficoltà di un gruppo provato. Le speranze, ora, sono riposte nel recupero di alcuni giocatori infortunati in vista delle prossime e impegnative sfide, a partire da quella di Bergamo.
Le valutazioni dopo la gara
Nell'analisi post-partita, le prestazioni di alcuni elementi sono state passate al setaccio, come spesso accade. Il portiere Maignan, per esempio, ha ricevuto un giudizio non proprio lusinghiero riguardo alla sua efficacia sui calci di rigore, con una battuta che circola tra i tifosi più critici: "non para un rigore neanche se lo centrassero". Diverso il discorso per Saelemaekers, il cui voto è stato più positivo, soprattutto per la sua capacità di rappresentare, nella seconda frazione di gioco, l'unica risorsa concretamente in grado di forare una difesa schierata e compatta.
Le parole di Biasin e il modello Allegri
Il tema degli infortuni e della gestione del gruppo è stato affrontato anche dal giornalista Fabrizio Biasin, il quale, durante un podcast, ha portato l'esempio di Massimiliano Allegri come modello di condotta. "Da questo punto di vista Allegri mi piace tantissimo", ha dichiarato Biasin, "ha i problemi, ci sono le assenze, mancano i giocatori importanti... Si è mai lamentato di un'assenza Allegri? Io non me lo ricordo". Il giornalista ha evidenziato come l'allenatore della Juventus abbia sempre mostrato un approccio pragmatico, basato sulla certezza di trovare undici giocatori da mettere in campo a prescindere dalle circostanze avverse.
La visione di Modric e gli obiettivi del club
A dare ulteriore carica e prospettiva alla squadra ci pensano le parole di Luka Modric, il cui arrivo rappresenta una delle "certezze" su cui il Milan sta costruendo la sua stagione. Intervenuto ai microfoni del TG1, il centrocampista croato ha parlato senza giri di parole della sua missione: "Io sono venuto qua per vincere, tornare in Champions è l'obiettivo minimo ma spero di fare di più". Modric, che ha voluto citare anche l'Inter tra i motivi del fascino del campionato italiano, ha elogiato il livello della Serie A, definendolo "molto alto" e sottolineando come altrove non esistano sfide paragonabili a quelle che si vivono qui. La sua presenza, infatti, non è vista come un semplice rinforzo, ma come il elemento abilitante per ambire a traguardi più alti. All'interno di Milanello, sebbene pubblicamente si preferisca mantenere un profilo basso puntando ufficialmente al ritorno nella massima competizione europea, serpeggia la convinzione di poter lottare per lo scudetto, con l'intenzione di arrivare nella fase decisiva della stagione agganciati alle posizioni di vertice.




