Patty Pravo a Verissimo: “I miei outfit erano firmati Gianni Versace, con Ornella Vanoni un legame speciale”
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Domenica pomeriggio, nel salotto di Silvia Toffanin a Verissimo, l’ospite che ha catalizzato l’attenzione del pubblico è stata lei, Patty Pravo, reduce dall’undicesima partecipazione al Festival di Sanremo e impegnata nella celebrazione dei suoi sessant’anni di carriera. La cantante veneziana, classe 1948, si è concessa al racconto biografico e artistico con la proverbiale inconfondibile disinvoltura, alternando aneddoti legati alla musica a ricordi personali che attraversano decenni di storia dello spettacolo italiano. Durante l’intervista, nel ripercorrere le tappe fondamentali di un percorso costellato da successi e scelte controcorrente, ha voluto rendere omaggio a due figure maschili determinanti per la sua immagine pubblica: lo stilista Gianni Versace, scomparso prematuramente, e il giovane designer Simone Folco, attuale compagno di vita e di lavoro.
L’artista, con quella voce roca che è ormai un marchio di fabbrica, ha rievocato il sodalizio con Gianni Versace, ricordando come molti dei suoi outfit più memorabili, specialmente quelli indossati sul palco dell’Ariston, portassero la firma del grande couturier. Un passato di lusso e sperimentazione sartoriale che ha gettato un ponte ideale verso il presente, dato che oggi a curare la sua immagine è Simone Folco, il compagno più giovane con cui condivide da anni un legame definito di affetto profondo e complicità creativa. Ma il racconto si è tinto di malinconia quando la conversazione è caduta su Ornella Vanoni, l’amica e collega scomparsa di recente, verso la quale Patty Pravo ha voluto esprimere tutto il suo affetto e la sua mancanza: ciò che rimpiange di più, ha confidato, è l’intelligenza vivissima di Ornellik, le loro lunghe e forse indicibili conversazioni telefoniche, un patrimonio di complicità che il tempo non potrà restituirle.
L’approccio all’ultimo Sanremo e la genesi di “Opera”
L’intervista è stata anche l’occasione per fare il punto sulla recente esperienza sanremese, un Festival che per lei, habitué della kermesse, non rappresenta più una competizione ma piuttosto un’occasione per portare la propria musica sul palco più importante d’Italia. A tal proposito, la Pravo è stata molto chiara nell’esprimere la sua visione: la sua partecipazione non era dettata dallo spirito agonistico, bensì dalla volontà di presentare al pubblico il suo nuovo brano, “Opera”, che dà anche il Titolo al suo ventinovesimo album in studio, uscito il 6 marzo per Nar International. Un pezzo, questo, che porta la firma di Giovanni Caccamo e che nasce da un’ispirazione onirica dello stesso Simone Folco, il quale sognò l’artista ricoperta di brillantini, un’immagine poi affidata al cantautore siciliano perché la trasformasse in musica.
Il brano, come ha potuto spiegare la stessa interprete, veicola un messaggio potente e universale sull’unicità di ogni individuo, paragonato a un’opera d’arte irripetibile. Concetto, questo, che ha trovato una naturale estensione anche nella scelta promozionale del disco: Patty Pravo ha deciso di presentare “Opera” non nei tradizionali negozi, ma all’interno di alcuni dei più prestigiosi musei italiani, dalle Gallerie d’Italia di Milano alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, con l’intento dichiarato di avvicinare i giovani alla cultura e di fondere la musica con l’arte figurativa. Una scelta anticonvenzionale che riflette perfettamente lo spirito ribelle e lungimirante di un’artista che, nonostante i sei decenni di carriera, continua a guardare avanti con la stessa curiosità dei tempi del Piper Club, quando da Venezia scese a Roma e incantò Alberigo Crocetta, dando il via a tutto.
I sessant’anni di carriera e il nuovo tour nei teatri
Oltre ai ricordi e alla musica, il colloquio con Silvia Toffanin ha toccato inevitabilmente il traguardo dei sessant’anni di attività, una ricorrenza che Patty Pravo festeggia senza alcun rimpianto per le scelte fatte, comprese quelle più difficili che pure ha pagato di persona, come ha avuto modo di dichiarare in altre sedi. La sua carriera è stata un susseguirsi di collaborazioni prestigiose e di intuizioni artistiche, come dimostra la lunga lista di autori coinvolti nel nuovo album: da Morgan a Serena Brancale, da Giuliano Sangiorgi a Raphael Gualazzi, fino a La Rappresentante di Lista e tanti altri, un mosaico di sensibilità diverse che la cantante veneziana ha saputo orchestrare con la sicurezza di chi la musica la vive da sempre.
In chiusura di puntata, non poteva mancare uno sguardo al futuro immediato, quello che vedrà Patty Pravo impegnata con il “Opera Tour”, la serie di concerti che partirà l’8 aprile dal Teatro Verdi di Firenze per toccare poi i principali teatri italiani, da Torino a Milano, da Bologna a Roma. Un appuntamento, questo, che rappresenta per lei il vero contatto con il pubblico, quella dimensione live che ha sempre preferito alla competizione televisiva. Una tournée che si preannuncia come un viaggio attraverso le canzoni di una vita, quelle che hanno segnato intere generazioni, e i nuovi brani di un album che conferma, se mai ce ne fosse bisogno, la sua inesauribile vena creativa e la sua capacità di rimanere, con eleganza e determinazione, una protagonista assoluta della scena musicale italiana.




