Nuovi autovelox fissi e un tutor per la velocità media: Roma potenzia i controlli
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Redazione Interno
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Roma si appresta a implementare, a partire dal prossimo 3 settembre, un nuovo sistema di controlli automatizzati della velocità, installando quattro autovelox fissi e un rilevatore di velocità media – operativo su un tratto di strada e concettualmente simile al noto tutor autostradale – lungo tre assi viari strategici della città. L’iniziativa, annunciata dall’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè, rientra in un più articolato piano finalizzato alla sicurezza stradale, che punta a contrastare una delle cause primarie di incidenti gravi. L’alta velocità, com’è noto, non solo incrementa esponenzialmente il rischio di perdere il controllo del veicolo, ma riduce anche il tempo utile per reagire a un ostacolo improvviso, aggravando, in caso di impatto, le conseguenze.
I dispositivi, la cui esatta collocazione sarà resa nota secondo le previste modalità di legge, verranno inizialmente sottoposti a una fase di taratura e pre-esercizio della durata di circa trenta giorni; un periodo, questo, durante il quale le rilevazioni non comporteranno l’elevazione di sanzioni ma serviranno a verificarne il perfetto funzionamento tecnico. Soltanto al termine di questa verifica, dunque, il sistema entrerà nella sua piena operatività. L’approccio scelto dall’amministrazione capitolina sembra voler privilegiare, almeno in questa fase iniziale, una funzione non meramente repressiva ma anche pedagogica, invitando gli automobilisti a un’autoregolazione del proprio comportamento di guida.
L’introduzione di questi apparati tecnologici si inserisce in un contesto nazionale dove il tema dei controlli automatizzati è spesso oggetto di un dibattito acceso, che contrappone l’indiscutibile esigenza di sicurezza alla percezione, talvolta diffusa, di una eccessiva proliferazione di dispositivi ritenuti da alcuni punitivi più che preventivi. Tuttavia, le istituzioni ribadiscono come il loro impiego – quando calibrato su strade effettivamente pericolose e con limiti di velocità commisurati alla morfologia del tracciato – costituisca uno strumento indispensabile per proteggere la vita degli utenti della strada.




