Entry/Exit System, a Fiumicino parte la rivoluzione dei controlli di frontiera

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L’Unione Europea ha avviato, a partire dallo scorso 12 ottobre, una trasformazione radicale nel modo di gestire i flussi di persone alle sue frontiere, sostituendo il classico timbro cartaceo sui passaporti con un sistema informatico centralizzato. Questo nuovo meccanismo, noto come Entry/Exit System (EES) e basato sul Regolamento (UE) 2017/2226, segna il passaggio a una registrazione esclusivamente digitale per i cittadini di Paesi terzi che accedono all’area Schengen per brevi periodi, fino a un massimo di novanta giorni ogni centottanta. L’obiettivo dichiarato è quello di rendere più efficienti i controlli, garantendo al contempo un livello di sicurezza superiore attraverso l’impiego di tecnologie biometriche all’avanguardia, le quali, se da un lato accelerano le procedure per i viaggiatori in regola, dall’altro introducono un tracciamento dettagliato e inedito dei loro movimenti.

Come funziona il nuovo sistema di registrazione

Il cuore dell’EES risiede nella creazione di un archivio digitale che raccoglie, in maniera sistematica, i dati di ingresso e di uscita dei viaggiatori, compresi i casi in cui il permesso di accesso viene negato. Al momento del passaggio di frontiera, come quello dell’aeroporto di Roma Fiumicino dove il sistema è già operativo, ai cittadini extracomunitari non viene più apposto il consueto timbro, bensì vengono rilevate le impronte digitali, acquisite le immagini del volto e, in alcuni casi, scansionati anche gli iridi. Queste informazioni, che integrano quelle già presenti sul documento di viaggio, confluiscono in un database a cui hanno accesso le autorità di controllo degli Stati membri, permettendo di verificare con immediatezza il rispetto dei termini di permanenza e di identificare eventuali situazioni irregolari.

Le implicazioni per la sicurezza e la gestione dei flussi

L’implementazione di questa tecnologia, definita senza esitazione una «svolta epocale» dalla responsabile del controllo delle frontiere di Fiumicino, Antonella Marotta, non si limita a snellire le operazioni doganali. Il sistema, infatti, si propone come uno strumento cruciale per le forze dell’ordine, offrendo loro la possibilità di contrastare con maggiore efficacia fenomeni criminali, come l’immigrazione clandestina o l’uso di documenti falsi, che spesso si intrecciano con indagini di cronaca nera di particolare complessità. La tracciabilità digitale, se da un lato solleva questioni in merito alla protezione dei dati personali, dall’altro fornisce alle investigazioni un supporto informativo senza precedenti, contribuendo a ricostruire percorsi e a identificare soggetti coinvolti in attività illecite.

Il periodo di rodaggio fino al 2026

La piena operatività dell’Entry/Exit System non sarà immediata, ma è prevista una fase di introduzione graduale che si protrarrà fino al 10 aprile del 2026, un arco di tempo necessario per consentire a tutti i ventinove Paesi aderenti di adeguare le proprie infrastrutture e formare il personale. Durante questo periodo, i viaggiatori potrebbero sperimentare tempi di attesa variabili, soprattutto nelle prime fasi di applicazione, mentre le procedure vengono affinate e standardizzate. L’auspicio delle istituzioni è che, una volta a regime, il sistema riesca a coniugare le esigenze di sicurezza con la fluidità degli spostamenti, un equilibrio delicato in un’epoca dove la mobilità internazionale è un elemento cardine.

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