Il ritorno del quattro cilindri: Honda svela a Osaka le nuove CB400 e CBR400R con cambio elettronico

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   C’era una volta il quattro cilindri in linea di media cilindrata, un’architettura capace di coniugare allungo, sonorità piene e una fluidità di erogazione che il bicilindrico moderno, per quanto efficiente, ha faticato a sostituire. E proprio da quel patrimonio tecnico e sentimentale, che molti davano per definitivamente accantonato, Honda ha deciso di attingere a piene mani. Nel corso del 42° Osaka Motorcycle Show, la kermesse nipponica andata in scena a fine marzo, la casa dell’Ala Dorata ha presentato due concept destinati a ridisegnare i confini del segmento 400: la CB400 Super Four E-Clutch e la CBR400R Four E-Clutch. Non si tratta, come è stato puntualizzato durante l’evento, di un semplice aggiornamento estetico o di una variante di gamma; il ritorno della sigla “Four” sul codone e sulle carenature rappresenta invece una scelta ingegneristica netta, con cui Honda risponde a un’aspettativa coltivata negli anni dagli appassionati.

L’architettura del motore e la scelta della cilindrata

A fare la differenza, nel progetto svelato a Osaka, è innanzitutto il cuore pulsante delle due moto. Dopo anni di egemonia del bicilindrico parallelo nella categoria 400, il nuovo propulsore a quattro cilindri in linea – già anticipato in precedenti concept da 500 cc – torna a essere protagonista con una cilindrata riadeguata per il mercato interno giapponese, quella dei 400, dove le omologazioni e le normative fiscali hanno storicamente premiato soluzioni di questo tipo. I due modelli, la naked CB400 Super Four e la carenata CBR400R Four, condividono dunque la stessa base meccanica; una scelta che consente a Honda di razionalizzare la produzione, ma che soprattutto restituisce al guidatore quella risposta progressiva ai regimi alti, caratteristica distintiva dei quattro cilindri, senza però rinunciare a una gestione moderna della potenza e della coppia ai bassi.

La tecnologia E-Clutch tra continuità e innovazione

Ad arricchire il quadro tecnico, e a imprimere una svolta decisa alla componente di guida, c’è poi la trasmissione E-Clutch. Se il ritorno al quattro cilindri guarda alla tradizione meccanica, l’adozione di questo sistema elettronico rappresenta invece un salto tecnologico che Honda introduce con l’obiettivo di modificare il rapporto tra pilota e cambio. La E-Clutch, come mostrato sui concept, non elimina la leva della frizione, ma ne automatizza il funzionamento: in fase di partenza, scalata o fermata, l’intervento elettronico gestisce la separazione tra motore e cambio senza richiedere l’uso manuale della leva. Per il guidatore, la possibilità di passare da una modalità completamente automatica a una gestione tradizionale, con la sola azione sulla leva, amplia il raggio d’uso della moto senza stravolgerne la natura. Sulla CB400 Super Four e sulla CBR400R Four, questa soluzione convive quindi con il fascino meccanico del quattro cilindri, offrendo un’interfaccia di guida che punta a ridurre l’affaticamento in città senza sacrificare il coinvolgimento su percorsi più impegnativi.

Le forme definitive e il posizionamento nel mercato

Se nei mesi scorsi le indiscrezioni avevano alimentato l’attesa attorno a una piattaforma a quattro cilindri, i concept presentati a Osaka hanno finalmente permesso di osservare le linee definitive dei due modelli. Le foto diffuse dalla casa mostrano una CB400 Super Four che riprende lo stile della tradizione naked giapponese, con un serbatoio muscoloso e un gruppo ottico tondo che richiama l’estetica classica, mentre la CBR400R Four adotta un family feeling più corsaiolo, con carenature piene e un disegno della coda affilato. Entrambe condividono però l’attenzione ai dettagli costruttivi e una ciclistica che, pur ricalcando impostazioni già note, è stata ovviamente rivista per ospitare il nuovo motore. L’esposizione al Salone di Osaka ha confermato che il lavoro di sviluppo è ormai in fase avanzata e che, per il mercato giapponese, l’arrivo di questi modelli rappresenta una risposta diretta alla domanda di cilindrate medio-piccole con un’anima sportiva e tecnica.

Un’operazione che ridisegna le aspettative sulla media cilindrata

Con il ritorno del quattro cilindri nella categoria 400, Honda ha scelto di rompere un equilibrio che negli ultimi anni sembrava consolidato. La scelta di presentare contemporaneamente due anime – quella più urbana e disinvolta della CB400 Super Four e quella più orientata alla sportività della CBR400R Four – segnala una volontà di coprire uno spettro ampio di utilizzatori, senza costringerli a compromessi sulla meccanica. L’abbinamento con la trasmissione E-Clutch, inoltre, aggiunge un elemento di novità destinato a fare proseliti anche tra chi, pur amando la meccanica tradizionale, cerca un livello di comfort superiore nella guida quotidiana. I concept svelati a Osaka non lasciano spazio a interpretazioni ambigue: il quattro cilindri di media cilindrata non è solo un esercizio di stile nostalgico, ma una piattaforma su cui Honda sta costruendo una nuova fase del segmento 400, forte di un’architettura capace di unire sonorità, erogazione e tecnologia moderna.

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