Mattarella e Meloni all'Altare della Patria per il 165esimo anniversario dell'Unità nazionale, le Frecce Tricolori sorvolano Roma

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il 17 marzo, data che dal 1861 segna la nascita dello Stato unitario italiano, è tornato a essere scandito dal cerimoniale istituzionale che ogni anno, ormai da tempo, si ripete con gesti misurati e simboli condivisi. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha deposto una corona d'alloro sulla tomba del Milite Ignoto, quel sacello che all'Altare della Patria custodisce la memoria di un sacrificio anonimo eppure universale, e lo ha fatto circondato dalle più alte cariche dello Stato. Con lui, in piazza Venezia a Roma, c'erano infatti il presidente del Senato, Ignazio La Russa, e quello della Camera, Lorenzo Fontana, e poi la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, il ministro della Difesa, Guido Crosetto, e il presidente della Corte Costituzionale, Giovanni Amoroso, a testimoniare, nella loro presenza corale, la continuità di un principio repubblicano che affonda le radici proprio in quel Risorgimento che si intendeva celebrare.

La ricorrenza, istituita per legge nel 2012 come Giornata dell'Unità nazionale, della Costituzione, dell'inno e della bandiera, ha avuto il suo momento più spettacolare, come da tradizione ormai consolidata, nel volo delle Frecce Tricolori. Poco prima delle dieci, la Pattuglia Acrobatica Nazionale ha solcato il cielo della capitale, disegnando con le scie di fumo il tricolore sopra i Fori Imperiali e lasciando che il rombo dei motori facesse da contrappunto moderno al silenzio della deposizione. Un passaggio, quello dei velivoli, che richiama folle di curiosi e appassionati, i quali si assiepano lungo le vie del centro storico e sui belvedere naturali come il Palatino o il Colle Oppio, per assistere a uno spettacolo che coniuga la precisione militare con l'orgoglio dei colori nazionali.

Oltre alla cerimonia principale e al sorvolo, l'apparato istituzionale ha messo in campo una serie di iniziative collaterali che hanno animato la mattinata romana. In piazza Colonna, ad esempio, si sono succedute le esibizioni delle bande delle Forze armate e dei corpi di polizia, mentre al Gianicolo il tradizionale colpo di cannone di mezzogiorno è stato sostituito da una sequenza di tre spari, capaci di generare una fumata verde, bianca e rossa, quasi a voler estendere la portata visiva della festa ben oltre il perimetro del Vittoriano. Non è mancata, infine, la presenza del sindaco Roberto Gualtieri e del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, a completare un quadro di rappresentanza che ha visto riuniti i vertici politici e amministrativi del Paese.

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