Il 165esimo anniversario dell’Unità d’Italia, Mattarella all’Altare della Patria tra richiami ai principi costituzionali e al diritto internazionale

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Redazione Interno Redazione Interno   -   È stata la consueta, sobria cornice dell’Altare della Patria a ospitare il cuore delle celebrazioni per il 165esimo anniversario dell’Unità d’Italia, ricorrenza che dal 2012, grazie alla legge 222 del 23 novembre, è stata istituita come “Giornata dell’Unità Nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera”. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, accompagnato dal ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha deposto una corona d’alloro al Sacello del Milite Ignoto, in una cerimonia che, alla presenza delle più alte cariche dello Stato, ha visto anche il sorvolo di una formazione ridotta delle Frecce Tricolori. Poco dopo, dal colle del Gianicolo, una salva di tre colpi d’artiglieria sparati contemporaneamente ha sostituito il tradizionale colpo di cannone, producendo una fumata verde, bianca e rossa che ha tinto il cielo di Roma, mentre a Palazzo Chigi, così come in molti edifici pubblici, la facciata principale veniva illuminata con il Tricolore.

Al di là del cerimoniale, che ha visto anche l’esibizione delle bande musicali delle Forze Armate e di Polizia in piazza Colonna, le parole del capo dello Stato hanno offerto una lettura profonda e necessaria della ricorrenza, proiettandola oltre la mera celebrazione storica. Mattarella, senza mai citare esplicitamente leader o governanti stranieri, ha richiamato l’attenzione su un contesto internazionale segnato da “aspirazioni egemoniche” e tensioni, un mondo in cui i principi della Carta dell’Onu e, prima ancora, quelli della nostra Costituzione, devono rappresentare un “saldo punto di riferimento”. I valori fondanti della Repubblica – indipendenza, sovranità popolare, libertà, giustizia e pace – ha sottolineato il presidente, non sono un retaggio del passato ma un patrimonio vivo, maturato attraverso un percorso storico complesso, che oggi più che mai va custodito e attuato con coerenza e lungimiranza, specialmente di fronte alle sfide globali e alle trasformazioni profonde che le nuove generazioni sono chiamate ad affrontare.

Parallelamente alle celebrazioni romane, la ricorrenza è stata onorata in molte città italiane con iniziative volte a sottolineare il legame tra le istituzioni e i cittadini, in particolare i più giovani. A Isernia, il prefetto Giuseppe Montella ha promosso un momento ufficiale nella prefettura, illuminata per l’occasione con i colori nazionali, alla presenza delle autorità civili e militari del territorio, tra cui il sindaco Piero Castrataro e il presidente della provincia Daniele Saia. Una cerimonia sobria ma densa di significato, che ha voluto enfatizzare i valori di cittadinanza e appartenenza, e che ha avuto il suo momento più alto nella consegna di una copia della Costituzione italiana a una delegazione di studenti che quest’anno compiono il diciottesimo anno di età.

L’iniziativa molisana, realizzata in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale e con il contributo del professor Giuseppe Iglieri dell’Università degli Studi del Molise, ha visto anche interventi dedicati alla storia dell’Inno nazionale e al percorso che portò all’unificazione. Consegnare la Carta fondamentale a chi diventa maggiorenne rappresenta un passaggio simbolico cruciale, un invito a diventare custodi attivi e consapevoli di quei principi di libertà e responsabilità su cui si fonda la convivenza civile. È un gesto che ribadisce come la memoria del Risorgimento, rievocata anche attraverso le figure dei Padri della Patria – le cui tombe, da quella di Vittorio Emanuele II al Pantheon a quella di Giuseppe Garibaldi a Caprera, hanno ricevuto omaggi floreali da parte di rappresentanti del governo – debba tradursi in un impegno quotidiano per la costruzione del futuro del Paese.

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