I Cesaroni 7, il gran finale tra ascolti in calo e il nodo di un'ottava stagione

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   L’attesa, per gli ultimi due episodi della settima stagione (quella che, ironia della sorte, è stata battezzata “Il ritorno”), è finita: la famiglia più celebre della Garbatella ha salutato il pubblico di Canale 5 proprio nella serata del 1° giugno, con una programmazione che ha previsto due episodi consecutivi (scelta, questa, che molti osservatori hanno interpretato come un’accelerazione forzata dettata dai numeri). corriere +2

Dopo un debutto in cui gli share avevano sfiorato punte superiori al ventidue per cento – 3,4 milioni di spettatori per la prima puntata del 13 aprile – si è assistito a una lenta ma inesorabile emorragia di pubblico.

La terza puntata ha già segnato un tracollo a 2,3 milioni, fino a raggiungere quota 13 per cento di share a metà maggio, un risultato che, sebbene dignitoso per altri prodotti seriali, per una “fenomenologia” come I Cesaroni rappresenta un sostanziale passo falso. corriere +2

Il nodo dei nodi da sciogliere tra amori e debiti

Da un punto di vista meramente narrativo, il gran finale scioglie – o almeno, prova a farlo – alcuni dei nodi che avevano tenuto in scacco i protagonisti nel corso di questi mesi, nonostante l'assenza fisica di alcuni volti iconici.

Al centro della scena ritroviamo Marco (Matteo Branciamore), che in questi episodi conclusivi smette finalmente i panni dell’uomo tormentato dal segreto di Milano e confessa a Virginia (Marta Filippi) il tradimento con l’indimenticata Eva. sky +2

Quest’ultima, guarda caso, non ha mai messo piede sul set della settima stagione, eppure la sua assenza ha letteralmente condizionato gli equilibri emotivi di ogni puntata.

La confessione, tuttavia, produce l’effetto contrario a quello sperato: Virginia, ferita nell’orgoglio e nella fiducia, decide di accettare un’importante opportunità professionale (uno stage in un ristorante di lusso) lontano da Roma, lasciando di fatto la famiglia e gettando Marco in una crisi profonda. sky +2

A complicare ulteriormente il quadro sentimentale ci pensa Walter, il rivale di sempre, che decide di raggiungere la ragazza per confessarle i propri sentimenti, dando vita a un confronto a distanza che vede entrambi (Marco e Walter) arrivare nella stessa stanza a pochi minuti di distanza. iodonna +2

L'ombra della chiusura e gli affari di famiglia

Ma non è solo il triangolo amoroso a tenere banco in queste battute finali; anzi, la vera colonna sonora di questo finale è suonata dalle preoccupazioni economiche che, come una scure, pendono sulla testa di Giulio (Claudio Amendola).

La storica bottiglieria, da sempre il cuore pulsante della serie e luogo di ritrovo per eccellenza, è messa in ginocchio da problemi economici, controlli fiscali e verifiche della Guardia di Finanza che ne minano la sostenibilità. sky +2

Giulio, nel corso degli ultimi episodi, si trova costretto a fare i conti con l’idea di vendere l’attività di famiglia, una scelta che l’autore ha volutamente resa cruda e metaforica: chiudere la bottiglieria significherebbe, di fatto, chiudere un’epoca.

Parallelamente, troviamo l’intreccio secondario di Ines e Mimmo, alle prese con la partenza imminente del figlio Olmo per la Svizzera, una sottotrama che aggiunge un ulteriore strato di malinconia a un quadro già di per sé molto grigio. iodonna +2

Quale futuro per la serie? La corsa a due velocità

Questa, quindi, la sostanza del finale di stagione: un amalgama di addii, partenze e silenzi pesanti che lascia la porta aperta – volutamente o meno – a possibili sviluppi futuri. Sulla possibilità di un’ottava stagione, tuttavia, il silenzio di Mediaset è al momento assordante.

Le indiscrezioni parlano chiaro: la flessione degli ascolti (con il crollo dal 22% al 13% in sole sei settimane) rappresenta un ostacolo quasi insormontabile per un rinnovo, ma non mancano gli elementi di speranza per i fan più accaniti. iodonna +2

Claudio Amendola, attore e regista della serie, avrebbe lasciato intendere (in dichiarazioni riportate dalla stampa) che qualsiasi decisione verrà presa solo a giochi fatti, senza però chiudere la porta a un seguito. C’è anche un altro dato, non trascurabile, che gioca a favore di un possibile rinnovo: il “passaggio” su Netflix, previsto per il prossimo 15 giugno. corriere +2

Il peso dell'orario e la strategia dello streaming

Se da un lato i numeri Auditel hanno detto la loro verità, dall’altro lato è lecito chiedersi se la collocazione oraria (spesso oltre le 22, quando non addirittura verso le 22:30) non abbia giocato un brutto scherzo a quello che doveva essere l’evento televisivo della primavera.

Gli addetti ai lavori hanno più volte sottolineato come l’orario “impossibile”, penalizzato dal prolungamento del quiz “La ruota della fortuna”, abbia allontanato soprattutto il pubblico più giovane e le famiglie. corriere +2

Questa, forse, è la contraddizione più amara del progetto “Il ritorno”: Mediaset ha pescato a piene mani nella nostalgia di un pubblico che ormai non è più abituato a seguire la tv generalista a mezzanotte.

L’unica vera àncora di salvezza, in questo momento, sembra essere rappresentata dai dati dello streaming su Mediaset Infinity e dall’effetto “vetrina” di Netflix, una seconda vita digitale che potrebbe convincere la dirigenza a non chiudere definitivamente i battenti. corriere +2

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