Borse chiusura 7 gennaio, Nvidia scivola e travolge il Nasdaq, Milano si difende

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La giornata di oggi sui mercati finanziari è stata caratterizzata da una notevole volatilità, con gli investitori che hanno dovuto fare i conti con una serie di dati macroeconomici che potrebbero influenzare le future decisioni di politica monetaria della Banca Centrale Europea (BCE) e della Federal Reserve (Fed). In particolare, l'attenzione è stata rivolta all'inflazione dell'Eurozona, che è cresciuta più del previsto, raggiungendo il 2,4% nel 2024. Questo aumento, sebbene non azzeri le possibilità di un taglio dei tassi da parte della BCE, potrebbe rallentarne l'attuazione.

In questo contesto, la Borsa di Milano ha chiuso la seduta in leggero rialzo, con l'indice Ftse Mib che ha segnato un +0,45%, raggiungendo i 34.938 punti, il livello più alto da fine ottobre 2024. Questo risultato è stato in gran parte trainato dal rally di Tim, che ha registrato un incremento del 4%, grazie all'accelerazione sulla vendita di Sparkle e alla preparazione del nuovo piano industriale. Anche le altre borse europee hanno registrato rialzi di circa mezzo punto percentuale, nonostante le incertezze legate alle politiche economiche e monetarie.

Sul fronte internazionale, il Nasdaq ha subito un duro colpo, con Nvidia che ha perso il 6,5%, trascinando l'indice tecnologico in territorio negativo. Questo calo è stato attribuito a una serie di fattori, tra cui preoccupazioni per la domanda di semiconduttori e timori per un possibile rallentamento dell'economia globale. Nonostante ciò, l'Europa è riuscita a difendersi, con gli indici principali che hanno chiuso in positivo.

Inoltre, lo spread tra BTP e Bund è aumentato a 115 punti base, riflettendo le tensioni sui mercati obbligazionari.

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