Pizzaballa: mai visto momento così duro, ma confido in tanti

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il cardinale e patriarca latino di Gerusalemme, Pierbattista Pizzaballa, ha parlato di un sentimento di afflizione di fronte a una crisi umanitaria, quella nella Striscia di Gaza, di una durezza mai sperimentata prima. Le sue parole, che rivelano la profonda preoccupazione per le condizioni di vita inaccettabili sopportate dalla popolazione, si uniscono a un coro di appelli che dalla Chiesa si leva con insistenza perché sia trovata al più presto una soluzione diplomatica. Una speranza, la sua, che non nasce dall’ignorare la gravità del momento, ma dal constatare l’operato di “tanti miti di cuore” che, nonostante tutto, continuano a lavorare per la pace.

Proprio a Roma, nella serata di domenica 22 settembre, centinaia di persone si sono radunate in piazza Santa Maria in Trastevere per una veglia di preghiera organizzata dalla Comunità di Sant’Egidio, il cui messaggio centrale è stato un monito a “non tradire mai la nostra umanità”. All’iniziativa, contrassegnata dal segno della pace per Gaza, hanno aderito una vasta rete di realtà associative, dalle Acli all’Agesci, da Azione Cattolica a Comunione e Liberazione, che hanno supplicato con una voce sola il cessate-il-fuoco immediato e il rilascio degli ostaggi, invocando al contempo una soluzione negoziata e il pieno rispetto del diritto umanitario internazionale.

Questi appelli trovano un’eco costante nelle parole di Papa Leone, il quale, durante l’Angelus di domenica 21 settembre, ha ribadito un concetto che propone in quasi tutte le sue udienze: “I popoli hanno bisogno di pace: chi li ama veramente, lavora per la pace”. Il Pontefice ha sottolineato con forza come non possa esistere un futuro per il Medio Oriente, “terra martoriata”, se questo sarà edificato sulla violenza, sull’esilio forzato e sulla logica della vendetta. Le immagini dei palestinesi in fuga da Gaza, costretti ad abbandonare le proprie terre in condizioni disperate, sono infatti ben presenti nel suo cuore e in quello di quanti operano nella regione.

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