Orietta Berti commossa accompagna il figlio Otis all’altare a Polesine

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   C’è un momento, in certi matrimoni di campagna, dove il tempo sembra sospendersi tra il ronzio delle libellule e il profumo dei fiori appena colti. Accade sabato 13 giugno, nella chiesetta della Beata Vergine di Loreto (quella che tutti chiamano “Madonnina del Po”) a Polesine Parmense, quando Orietta Berti, l’usignolo di Cavriago, prende sottobraccio il figlio quarantaseienne, Otis Paterlini.

Lo conduce lungo la navata, tra banchi di legno scuro e vetrate istoriate, e lo consegna idealmente a Lia Chiari, la compagna che lo aspetta all’altare dopo sette anni di convivenza e due bambine, Olivia e Ottavia, già nate dal loro amore e pronte a portare le fedi. La cantante, elegantissima in un completo color glicine, non trattiene le lacrime: sono quelle, autentiche e mai costruite, di una madre che vede il secondogenito coronare un percorso sentimentale ormai solido, lontano dai riflettori eppure così profondamente sentito.

Un sì tra campi e fiori per il secondogenito della famiglia Paterlini

La cerimonia, che conta oltre duecento invitati, si svolge in una cornice rurale a pochi passi dall’Antica Corte Pallavicina, con il parroco don Guido Colombo – amico di lunga data della famiglia – a officiare il rito. Otis, che non è solo il figlio della celebre interprete di “Fin che la barca va” ma anche il suo manager e braccio destro (oltre che ex giocatore di basket e laureato in Scienze della comunicazione), sceglie un completo scuro ed elegante; Lia sfoggia invece un abito bianco dal sapore romantico, con velo lungo e dettagli in pizzo sulle spalle.

Il momento più tenero, e quello che strappa i cuori dei presenti, arriva quando le due nipotine – Olivia (classe 2019) e Ottavia (classe 2022) – avanzano verso l’altare per consegnare gli anelli, un dettaglio che sottolinea come questo “sì” sia in realtà la formalizzazione di una famiglia già perfettamente in piedi. Dalla chiesa, la festa si sposta poi allo storico ristorante Al Cavallino Bianco, dove Luciano Spigaroli ricorda con affetto la prima volta che la giovanissima Orietta si esibì nel locale, a metà degli anni Sessanta.

L’abbraccio di Osvaldo e la gioia per un passo “dovuto”

Tra i banchi siede, accanto alla moglie, Osvaldo Paterlini, sposato con Orietta dal lontano 1967 e padre anche di Omar (che sfoggia un look punk ben riconoscibile e segue la madre nei tour). La stessa Berti, uscendo dalla chiesa, commenta con quella schiettezza che l’ha resa celebre: “È un giorno bellissimo. Sono felice per Otis e per Lia, convivono da tempo e hanno due bambine meravigliose che a me e a Osvaldo hanno cambiato la vita. Era ora che si sposassero”.

Non c’è, nelle sue parole, alcuna retorica melensa, ma la soddisfazione concreta di vedere un figlio felice, in un’epoca in cui i matrimoni si fanno sempre più rari e spesso si celebrano quando i bambini possono già camminare tenendo per mano gli sposi.

Dettagli, abiti e la commozione di una madre-manager

L’aspetto che colpisce gli osservatori è proprio quel rovesciamento della tradizione: non è il padre a condurre la sposa, ma è la madre (famosa, amatissima, in carriera da oltre sessant’anni) a portare il figlio all’altare. Orietta, che conosce la fatica del palcoscenico e i sensi di colpa per le assenze passate, regala qui una performance privata, intima, fatta di sguardi e di un paio di lacrime asciugate in fretta per non rovinare il trucco.

Lia Chiari, assistente sociale originaria della provincia bresciana, risiede con Otis a Montecchio, in provincia di Terni, dove la coppia ha costruito la propria quotidianità lontano dai clamori dei rotocalchi. Le foto diffuse dall’account Instagram di “Verissimo” mostrano una festa semplice, ricca di fiori di campo e sorrisi spontanei, dove la regina indiscussa – pur rimanendo la madre dello sposo – lascia volentieri il centro della scena agli sposi e alle due piccole damigelle, simbolo vivente di un’unione che aspetta solo la benedizione religiosa per dirsi completa.

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