Lecco, 500 persone in cura per l’alcol nel 2025: la prevenzione ai tempi dell’aprile dedicato ai rischi

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Sono cinquecento, né un’unità di meno né una di più se si guarda ai numeri forniti dai servizi territoriali, le persone attualmente in carico ai percorsi di cura per problemi legati all’abuso di alcol nell’Asst di Lecco. Un dato, questo riferito all’anno appena trascorso (il 2025), che fotografa una realtà silenziosa ma strutturale: quella di una dipendenza che spesso non indossa i panni del “clochard” o dell’emergenza sociale, bensì quelli del lavoratore, del genitore o del giovane che affoga in un bicchiere – magari di vino – la fatica quotidiana. Ed è proprio in questo contesto che si inserisce la campagna nazionale di aprile, mese dedicato per legge alla prevenzione alcologica, con un obiettivo dichiarato: informare la popolazione sui rischi connessi al consumo di bevande alcoliche e, al contempo, illustrare le modalità di trattamento delle patologie da abuso.

L’Alcohol Prevention Day 2026 e il ruolo del ministero

Giovedì 16 aprile, quest’oggi, si celebra l’Alcohol Prevention Day, giunto alla sua venticinquesima edizione; un appuntamento, questo, sostenuto e finanziato dal Ministero della Salute nell’ambito delle iniziative previste dalla Legge 125/2001, che riguarda la comunicazione e la prevenzione in materia. L’intera operazione, va detto, è stata promossa in stretta collaborazione con la Società Italiana di Alcologia (SIA), l’Associazione Italiana Club Alcologici Territoriali (AICAT) ed Eurocare ITALIA. Sono state queste realtà, attraverso i loro gruppi di lavoro congiunti e il Network dei Centri Alcologici, a garantire le evidenze scientifiche e i materiali di prevenzione necessari. Lo scopo, piuttosto ambizioso, è supportare una cultura della prevenzione che si basi su livelli più elevati di tutela della salute, spingendo sull’acceleratore della consapevolezza e della responsabilità, sia individuale che sociale.

Numeri da brivido: 4,5 milioni di “abbuffate” e 79mila minorenni

Se si allarga lo sguardo dal dato locale di Lecco a quello nazionale, il fenomeno assume contorni ancora più netti. Nel 2024, stando alle ultime rilevazioni, i consumatori di alcol in Italia sono stati 36 milioni: una fetta che corrisponde al 77% degli uomini e al 57% delle donne. Ma è il dato sui “bevitori a rischio” a far riflettere, perché oltre 8 milioni di connazionali consumano più di un bicchiere al giorno se sono donne o anziani, e più di due se sono uomini. A questi si aggiunge un fenomeno ben preciso e altrettanto allarmante: le cosiddette “abbuffate alcoliche” (il binge drinking) coinvolgono 4,5 milioni di italiani, e tra questi – particolare non secondario – ben 79mila sono minorenni. Numeri che restituiscono l’idea di un’abitudine radicata, spesso normalizzata, che i servizi pubblici faticano a intercettare prima che diventi patologia conclamata.

L’infopoint di Giulianova e il lavoro dei Serd

Sempre in occasione di questa giornata mondiale (che alcuni chiamano “mondiale dell’alcol”, altri semplicemente “Alcohol Prevention Day”), il Servizio per le Dipendenze Patologiche della Asl di Teramo ha allestito un infopoint a Giulianova, precisamente in viale Orsini. Gli operatori del servizio – quelli che ogni giorno si trovano ad ascoltare storie di cadute e di ripartenze – hanno distribuito materiale informativo e incontrato i cittadini per momenti di confronto diretto. Un’iniziativa, questa, che ricalca lo schema già sperimentato in altre realtà: portare la prevenzione fuori dagli ambulatori, letteralmente “in strada”, per abbassare quella barriera psicologica che spesso impedisce a chi ha un problema di fare il primo passo. Del resto, come emerge anche dai materiali del convegno legato all’Alcohol Prevention Day 2026, la sfida è proprio quella di tradurre le evidenze scientifiche in strumenti di uso quotidiano, senza i quali ogni strategia di riduzione del danno rischia di restare una mera dichiarazione d’intenti.

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