Lavoro, a maggio calano gli occupati ma il tasso di disoccupazione scende al 5%. Cresce la quota di inattivi

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Redazione Economia Redazione Economia   -   I nuovi dati diffusi dall'Istat sul mercato del lavoro a maggio 2026 restituiscono un quadro segnato da una flessione congiunturale dell'occupazione, interrotta la crescita del mese di aprile, ma contraddistinto anche da una dinamica che vede scendere ulteriormente il tasso di disoccupazione, attestatosi al 5% e in calo di un decimo di punto percentuale rispetto al mese precedente.

A preoccupare, nello scenario tracciato dall'istituto di statistica, è invece il nuovo aumento del numero di inattivi, ovvero di quelle persone che non lavorano e non sono nemmeno alla ricerca di un impiego, la cui quota è salita al 33,6%, segnando un incremento di 0,2 punti percentuali su base mensile.

Il quadro congiunturale: meno occupati e meno disoccupati

Secondo la stima flash pubblicata dall'Istat, a maggio il numero di occupati ha fatto registrare un calo dello 0,1% su base mensile, pari a una riduzione di 22mila unità, portando il totale dei lavoratori a 24 milioni 336mila.

Questo ribasso, come spiegato dall'istituto di statistica, ha riguardato in modo trasversale uomini e donne, i lavoratori dipendenti a termine e tutte le classi d'età, con una sola, significativa eccezione: quella degli over 50, fascia nella quale il numero di occupati è invece risultato in crescita, così come tra i dipendenti permanenti e gli autonomi. Il tasso di occupazione, di conseguenza, è sceso al 63%, perdendo 0,1 punti percentuali rispetto al mese di aprile.

Parallelamente, si è registrata una diminuzione anche nel numero delle persone in cerca di lavoro, scese di 22mila unità (-1,7%) e un aumento degli inattivi tra i 15 e i 64 anni, cresciuti di 59mila persone (+0,5%).

Dinamiche contrattuali e demografiche

Un'analisi più approfondita dei dati rivela come la flessione mensile dell'occupazione sia interamente ascrivibile alla componente dei dipendenti a termine, scesi a 2 milioni 388mila unità, mentre i contratti a tempo indeterminato e il lavoro autonomo hanno mostrato una solida tenuta, attestandosi rispettivamente a 16 milioni 588mila e 5 milioni 360mila lavoratori. Questa dinamica, che penalizza le forme contrattuali più fragili, si inserisce in un contesto in cui la diminuzione della disoccupazione non è omogenea tra le diverse fasce di popolazione.

Il calo delle persone in cerca di lavoro, pari al -1,7%, si osserva infatti per le donne, i giovanissimi tra i 15 e i 24 anni e gli over 50, mentre il numero di disoccupati è risultato in crescita tra i 25-34enni e i 35-49enni, con la situazione maschile che rimane sostanzialmente stabile. Il tasso di disoccupazione giovanile, in particolare, è sceso al 15,1%, segnando un calo di 1,3 punti percentuali rispetto al mese precedente.

Il confronto tendenziale e trimestrale

Nonostante il rallentamento registrato su base mensile, il confronto con lo stesso periodo dell'anno precedente offre un bilancio di lungo periodo positivo, sebbene non privo di contraddizioni. Rispetto a maggio 2025, il numero di occupati è cresciuto di 228mila unità (+0,9%), con il tasso di occupazione in aumento di 0,4 punti percentuali.

Anche in questo caso, la crescita è trainata dall'aumento dei dipendenti permanenti (+275mila) e degli autonomi (+198mila), che compensano ampiamente il forte calo dei lavoratori a termine, diminuiti di 244mila unità in un anno.

Guardando all'orizzonte trimestrale, che confronta il periodo marzo-maggio 2026 con quello precedente (dicembre 2025-febbraio 2026), si registra un incremento di 119mila occupati (+0,5%), a fronte di una diminuzione delle persone in cerca di lavoro (-68mila, -5,0%) e degli inattivi (-38mila, -0,3%).

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