Di Francisca: 'Lo sport tuteli le mamme atlete'. Il caso Cogliandro scuote la pallavolo

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Elisa Di Francisca, che nella sua carriera ha saputo conciliare la scherma con la maternità, non usa mezzi termini quando commenta la vicenda di Asja Cogliandro, la pallavolista licenziata dalla Bartoccini Perugia dopo aver annunciato la gravidanza. «Mi pare tutto assurdo», dice, sottolineando come lo sport dovrebbe essere un ambito in cui le atlete, anche diventando madri, possano continuare a competere. La sua esperienza – «con Ettore ero più forte di prima» – dimostra che maternità e carriera agonistica non sono incompatibili.

La denuncia di Cogliandro, pubblicata da La Stampa, ha scatenato un putiferio nel mondo dello sport. La giocatrice ha raccontato di essere stata estromessa dalla squadra nonostante le rassicurazioni iniziali, trasformando quello che avrebbe dovuto essere un momento di gioia in una battaglia per i diritti. La notizia, arrivata a pochi giorni dal trionfo italiano nella Volleyball Nations League, ha offuscato i festeggiamenti, sollevando domande scomode su come il sistema tratti le atlete donne.

La replica del Perugia, definendo «capziose e denigratorie» le dichiarazioni di Cogliandro, non ha placato le polemiche. La società ha ricostruito una trattativa durata mesi, sostenendo che la separazione sia avvenuta per motivi tecnici, non legati alla gravidanza. Ma il dubbio rimane, alimentato da un contesto in cui l’“inverno demografico” si scontra con pratiche che penalizzano la maternità.

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