Asja Cogliandro, pallavolista licenziata perché incinta: «Mi hanno fatto fuori»
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Redazione Sport
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Essere incinta e scoprire che quel pancione, invece di essere un motivo di gioia, diventa la ragione per perdere il posto di lavoro. È quanto è accaduto ad Asja Cogliandro, 29enne centrale del Perugia Volley, che ha denunciato senza mezzi termini la discriminazione subita: «Mi hanno fatto fuori perché aspetto un bambino». La sua storia, riportata da La Stampa, riaccende i riflettori su un problema annoso nel mondo dello sport italiano, dove le atlete in gravidanza spesso si trovano a combattere non solo per i propri diritti, ma per il semplice riconoscimento della propria dignità professionale.
Cogliandro, con un passato di 15 anni tra Serie A1 e A2, aveva rinnovato il contratto con la società umbra appena sei mesi prima. A gennaio, quando ha comunicato la gravidanza al direttore sportivo, la prima reazione è stata di apparente felicità. «Poi, però, tutto è cambiato», racconta. Le pressioni sono arrivate subito dopo: le è stato chiesto di lasciare la casa messa a disposizione dal club e di restituire le mensilità già percepite. Una richiesta che, di fatto, equivaleva a una rescissione unilaterale del contratto.
«Voglio essere l’ultima a subire una cosa del genere», ha scritto su Instagram, consapevole di non essere la prima atleta a vedersi negare il diritto di conciliare maternità e carriera. Eppure, la sua vicenda stride ancora di più in un Paese che, mentre lamenta la denatalità, continua a penalizzare le donne che scelgono di diventare madri. Un paradosso che non riguarda solo lo sport, ma che nello sport assume toni particolarmente duri, data la brevità delle carriere agonistiche e la precarietà dei contratti.




