Il blocco del mercato spaventa sei squadre di Serie A

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Una nuova e più stringente normativa finanziaria, che andrà a incidere sulla prossima sessione di calciomercato, sta creando non poche preoccupazioni tra i club del massimo campionato italiano. Secondo quanto riportato da fonti specializzate, sono almeno sei le società – Napoli, Atalanta, Lazio, Fiorentina, Torino e Genoa – che potrebbero vedersi precludere la possibilità di operare negli acquisti a partire dal gennaio 2026, un'eventualità che costringerebbe molte di loro a rivedere le proprie strategie di bilancio in tempi piuttosto ristretti.

Il parametro che mette in allarme i club

Il cuore della questione risiede nell'indicatore del "costo del lavoro allargato", un parametro ottenuto dal rapporto percentuale tra due distinte voci di bilancio: da una parte il costo del lavoro allargato, che comprende gli ingaggi di tutta la rosa e lo staff tecnico, e dall'altra i ricavi complessivi della società. Sebbene inizialmente fosse prevista una soglia di tolleranza pari all'80%, il Consiglio Federale della FIGC, riunitosi il 24 novembre, ha invece deliberato di abbassare questa percentuale al 70%, una decisione che, nonostante le specifiche richieste avanzate dalla Lega Serie A, è stata recepita in modo differente rispetto a quanto auspicato dai club.

Le ripercussioni immediate e il caso Lazio

Le conseguenze di questa stretta, che qualcuno già definisce inguaia, si stanno manifestando con anticipo, costringendo alcune squadre a correre ai ripari già nella prossima sessione invernale. Un precedente significativo, che fa da monito per tutti, è rappresentato dalla Lazio, la quale, a causa di un rapporto costi-ricavi già fuori dai parametri, si è vista imporre il blocco del mercato nella scorsa finestra estiva, un episodio che ha evidenziato la concretezza delle sanzioni. Il Messaggero, in particolare, ha lanciato un allarme specifico per il Napoli, sottolineando come il club partenopeo si trovi in una situazione finanziaria analoga a quella che ha portato alla penalizzazione della squadra laziale, rischiando dunque di non rientrare nel limite e di subire lo stesso trattamento a gennaio.

Le trattative e la ricerca di una soluzione

Di fronte a questo scenario, le società coinvolte stanno valutando ogni opzione per adeguarsi, compresa la necessità di generare plusvalenze attraverso le cessioni di calciatori, una pratica che potrebbe diventare centrale nelle prossime strategie di mercato. Nel tentativo di mitigare l'impatto della nuova norma, durante il Consiglio Federale, il direttore generale dell'Atalanta ha sostenuto una proposta avanzata dalla Serie A che mirava a escludere dal calcolo del parametro le remunerazioni relative ai calciatori Under 23, una modifica che, se accolta, avrebbe offerto maggiore respiro ai bilanci di molte società. Tuttavia, l'esito di questa richiesta non è stato quello sperato, lasciando le squadre a dover fare i conti con una realtà più severa del previsto.

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