Garante privacy, Scorza valuta le dimissioni nella bufera sulle inchieste di Report
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Redazione Interno
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Guido Scorza, membro del Garante per la protezione dei dati personali nominato dal Parlamento quasi cinque anni or sono, si trova al centro di un periodo particolarmente turbolento. L’autorità, che dovrebbe operare con la massima imparzialità, è investita da polemiche che ne mettono in discussione l’operato e la credibilità, dalle contestate spese alla gestione di specifici procedimenti sanzionatori. Scorza, in un clima di forte tensione interna ed esterna, ha dichiarato di essere pronto a compiere un passo indietro, definendo l’ipotesi delle dimissioni un’opzione concretamente sul tavolo, pur di salvaguardare l’indipendenza e l’autorevolezza del collegio. La sua preoccupazione principale, ha sottolineato, è preservare un’istituzione fondamentale in un’epoca in cui l’intelligenza artificiale e la concentrazione di potere tecnologico pongono sfide senza precedenti ai diritti dei cittadini.
Lo scontro con la trasmissione Report
La fibrillazione è esplosa nuovamente in seguito alle anticipazioni di un’inchiesta della trasmissione Report di Rai 3, la quale ha riportato la concessione di un consistente sconto su una sanzione milionaria irrogata a Meta per i suoi occhiali smart. Il Garante, in una mossa insolita, è intervenuto alla vigilia della messa in onda del servizio, definendolo “destituito di ogni fondamento” e frutto, nella migliore delle ipotesi, di una “scarsa conoscenza della disciplina”, invitando la redazione a non procedere con la diffusione. Una presa di posizione netta che, lungi dal placare le acque, ha ulteriormente inasprito il confronto pubblico tra l’autorità e il programma d’inchiesta.
Le accuse di Agostino Ghiglia
A rendere più aspra la controversia sono state le parole di un altro componente del collegio, Agostino Ghiglia, il quale ha parlato esplicitamente di una “pura forzatura con intenti diffamatori” da parte della trasmissione. Ghiglia, in quota Fratelli d’Italia, ha accusato Report di “travisare la realtà dei fatti documentalmente provata”, rigettando nel modo più assoluto le critiche mosse all’operato dell’Authority riguardo alla vicenda dello sconto concesso al colosso tech. La replica del direttore di Report, Sigfrido Ranucci, non si è fatta attendere, asserendo di disporre di “fatti inoppugnabili” a sostegno delle rivelazioni trasmesse.
Il voto sul caso Sangiuliano
La bufera che coinvolge Scorza non si limita allo scontro con i giornalisti. Emerge, infatti, che in un altro caso discusso dall’Autorità, quello relativo a un’inchiesta di Report sul ministro Sangiuliano, egli sarebbe stato l’unico a votare contro l’irrogazione di una multa. Questo isolamento in seno al collegio, unito alle polemiche sui conflitti d’interesse e sulla gestione delle risorse, contribuisce a creare un quadro di profonda instabilità. La situazione appare tanto critica da spingere uno dei suoi membri a valutare la propria fuoriuscita pur di non pregiudicare la missione dell’organismo di garanzia.




