Ior, Giovanni Boscia nominato nuovo direttore generale: dal 1° ottobre subentra a Mammì
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Redazione Esteri
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Cambio della guardia al Torrione di Niccolò V, la torre cilindrica che dal 1942 ospita la sede dell’Istituto per le Opere di Religione. Dopo undici anni, Gian Franco Mammì lascia la guida operativa dell'Istituto e, a partire dal prossimo autunno, gli subentrerà Giovanni Boscia, attuale vicedirettore delegato. La transizione, ufficializzata con un comunicato diffuso il 15 luglio, sancisce il passaggio di consegne tra due figure che hanno segnato fasi importanti della storia recente dello Ior.
La successione e la nuova governance
A dare l'annuncio, come di consueto per le nomine di vertice, è stato lo stesso Istituto attraverso una nota ufficiale. La decisione di affidare l'incarico a Giovanni Boscia è stata deliberata dal Consiglio di Sovrintendenza e successivamente approvata dalla Commissione Cardinalizia di Vigilanza, l'organo di controllo che risponde direttamente al Pontefice.
Boscia, che compirà 55 anni nei prossimi mesi, si insedierà ufficialmente il primo ottobre, mentre Mammì rimarrà in carica fino al 30 settembre per poi concludere il suo mandato per raggiunti limiti di età.
La nota diffusa dall'Istituto sottolinea come la nomina rifletta la solidità del sistema di governance dello Ior, che si fonda su una netta separazione tra gli organi deputati alla vigilanza, quelli preposti all'indirizzo strategico e il management esecutivo. Un meccanismo, questo, pensato per garantire continuità operativa, trasparenza e stabilità finanziaria, principi cardine del percorso di riforma intrapreso dall'ente negli ultimi anni.
Il profilo di Giovanni Boscia
Giovanni Boscia non è certo un volto nuovo per l'Istituto. Entrato nel 2019 come Responsabile Finanza e Chief Financial Officer (CFO), ha progressivamente scalato i gradini della dirigenza. Nel 2021 gli è stata affidata anche la guida dell'Asset Management nella veste di Responsabile degli Investimenti e, dal 2023, ricopriva già il ruolo di Vicedirettore delegato, affiancando da vicino Mammì nella gestione quotidiana.
Professionista con una carriera di oltre trent'anni maturata nei principali mercati finanziari internazionali, Boscia ha costruito la sua reputazione operando a Londra per primarie banche d'investimento come Salomon Brothers, Citigroup, RBS e Credit Suisse First Boston. Prima dell'approdo in Vaticano, è stato Head of Fixed Income & Credit in Quaestio Capital SGR.
Il suo curriculum, che vanta una laurea con lode all'Università Bocconi e un Executive MBA presso la London Business School, è completato dalle qualifiche professionali CFA, CAIA e FRM.
L'eredità di Mammì e le prospettive dell'Istituto
Gian Franco Mammì lascia la direzione generale dopo undici anni di lavoro, un periodo durante il quale lo Ior ha affrontato un complesso processo di rinnovamento normativo e di adeguamento agli standard internazionali in materia di trasparenza e antiriciclaggio.
Il presidente del Consiglio di Sovrintendenza, François Pauly, ha espresso un profondo ringraziamento per il lavoro svolto da Mammì, sottolineando come sotto la sua guida l'Istituto sia cresciuto affrontando passaggi delicati e consolidando il proprio impegno nei controlli e nella conformità.
Il testimone passa dunque a Boscia, che si trova ora a dover proseguire questo percorso. Le dichiarazioni del presidente Pauly lasciano intendere che la scelta sia caduta su di lui proprio per valorizzare una conoscenza approfondita della macchina Ior, coniugata a una solida esperienza nei mercati globali. Un compito, quello che lo attende, che dovrà essere assolto con rigore e nello spirito di servizio che caratterizza la missione dell'Istituto a favore del Santo Padre e della Chiesa Universale.




