Fincantieri, un miliardo per il futuro subacqueo: quattro acquisizioni per creare un polo hi-tech

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Una scommessa da oltre un miliardo di euro, peraltro destinata a salire leggermente al completamento di tutti gli step previsti, quella che Fincantieri ha ufficializzato con il maxi-acquisto di quattro aziende italiane specializzate nell'economia dei fondali. L'operazione, del valore complessivo di 600 milioni di euro per le quattro partecipazioni, potrebbe arrivare a toccare quota 1 miliardo se si considerano gli oneri accessori e, in particolare, l'offerta pubblica di acquisto obbligatoria che il gruppo triestino dovrà lanciare su Next Geosolutions.

Una cifra che, nelle intenzioni del management, non intralcerà il percorso di riduzione del debito previsto dal piano industriale, anzi: una volta consolidate, le newco dovrebbero addirittura accelerare il miglioramento degli indici finanziari.

Un polo tecnologico a tutto tondo

Le società acquisite – Next Geosolutions, WSense, Graal Tech e Defcomm – sono tra loro complementari e coprono un ventaglio di competenze che va dalle geoscienze marine ai sistemi di comunicazione subacquea, passando per la robotica e la difesa. Next Geosolutions, in particolare, è una realtà quotata su Euronext Growth Milan e un player internazionale di riferimento per le survey sottomarine e i servizi di supporto alle costruzioni offshore.

WSense si occupa invece di reti di comunicazione wireless per ambienti sommersi, Graal Tech di ingegneria per sistemi subacquei e Defcomm di elettronica per la difesa e la sicurezza. L'idea, insomma, è quella di creare un hub nazionale ad alta densità tecnologica che possa competere sui mercati globali della blue economy e della sicurezza marittima, un settore in cui l'Italia vanta già una tradizione di eccellenza ma che richiede investimenti sempre più ingenti per restare al passo con l'innovazione.

I numeri dell'operazione e le parole del cfo

Nel corso della conference call con gli analisti, il chief financial officer Giuseppe Dado ha fornito alcuni dettagli aggiuntivi sull'esborso previsto, specificando che l'importo complessivo "dipende dai prossimi passi relativi a ciascuna delle operazioni, compresa l'opa che alla fine dovremo lanciare per NextGeo", ma che "tutto sommato l'importo potrebbe superare leggermente il miliardo di euro".

Una precisazione, questa, che arriva a valle dell'annuncio ufficiale delle quattro acquisizioni, avvenuto nella giornata di oggi, e che chiarisce la portata finanziaria di un'operazione destinata a segnare una svolta nella strategia di diversificazione del colosso della cantieristica.

Dado ha inoltre tenuto a sottolineare come la conferma della guidance sul rapporto debito-Ebitda e sulla leva finanziaria significhi che "queste acquisizioni non stanno compromettendo il percorso di riduzione dell'indebitamento che abbiamo indicato nel piano industriale", ma che anzi, "una volta consolidate" lo accelereranno. Un messaggio rassicurante per gli investitori, che hanno accolto con favore la notizia, come dimostra il balzo del titolo Fincantieri a Piazza Affari in una giornata di chiusura mista per le Borse europee.

Il contesto di mercato e le prospettive

L'operazione si inserisce in un quadro macroeconomico che, dopo i recenti massimi toccati dagli indici azionari, mostra ora un'impostazione prudente, in attesa della prossima vera prova rappresentata dalla stagione degli utili. I mercati europei hanno chiuso con andamenti differenziati, mentre Milano ha registrato una performance positiva trainata proprio dal rally di Fincantieri, che ha sovraperformato le altre piazze finanziarie.

Il calo dei prezzi del petrolio e un parziale allentamento delle tensioni geopolitiche avevano fornito sostegno alle quotazioni nelle settimane precedenti, ma ora l'attenzione si sposta sulla capacità delle aziende di tradurre in risultati concreti le aspettative di crescita.

In questo scenario, la mossa di Fincantieri rappresenta un investimento controcorrente e strutturale, volto a presidiare un segmento – quello della tecnologia subacquea – che si preannota strategico per la sicurezza e lo sviluppo delle infrastrutture energetiche e digitali sottomarine, un mercato in espansione trainato dalla necessità di posare cavi, condutture e sensori nei mari di tutto il mondo.

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