Fincantieri, poker di acquisizioni nella subacquea per 600 milioni: nasce il polo internazionale

Fincantieri, poker di acquisizioni nella subacquea per 600 milioni: nasce il polo internazionale
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Redazione Economia Redazione Economia   -   Una seduta all'insegna delle forti tensioni al rialzo per il titolo Fincantieri a Piazza Affari, che mette a segno un balzo a doppia cifra dopo l'annuncio di un'operazione strategica di ampio respiro. Il gruppo della cantieristica navale ha infatti comunicato la conclusione di accordi per quattro acquisizioni mirate nel segmento underwater, gettando le basi per la creazione di un polo industriale internazionale destinato a cambiare le carte in tavola in un mercato sempre più centrale per la sicurezza e le infrastrutture critiche.

Un'operazione da 600 milioni per creare il primo operatore integrato

L'investimento complessivo previsto per la prima fase delle operazioni ammonta a circa 600 milioni di euro, come riportato dai comunicati ufficiali della società, e sarà finanziato attingendo alle risorse provenienti dall'aumento di capitale da 500 milioni di euro completato con successo lo scorso febbraio, nonché da altre fonti disponibili del gruppo.

Le società acquisite sono Next Geosolutions, WSense, Graal Tech e Defcomm: un poker di aziende che operano in settori altamente specializzati e complementari, che vanno dai servizi di survey marine e geoscienze alle tecnologie proprietarie per droni subacquei e di superficie, fino ai sistemi di comunicazione wireless per l'Internet of Underwater Things.

L'obiettivo dichiarato è quello di dar vita al primo operatore verticalmente integrato della subacquea, un polo in grado di orchestrare soluzioni end-to-end lungo l'intera catena del valore, dal software all'hardware, dai servizi offshore alla difesa, beneficiando di sinergie e di economie di scala.

L'integrazione delle competenze e la strategia industriale

Questa mossa si inserisce in un percorso di crescita ben delineato che aveva già visto Fincantieri acquisire e integrare con successo WASS nel 2025 e Remazel nel 2024, consolidando la propria presenza in un settore considerato strategico per il futuro del gruppo. Con le nuove operazioni, le otto realtà acquisite andranno a comporre un hub tecnologico che potrà contare su circa 1.500 professionisti altamente qualificati, con sedi operative in Italia, Regno Unito, Paesi Bassi, Norvegia ed Emirati Arabi Uniti.

Un aspetto sottolineato dall'amministratore delegato Pierroberto Folgiero, che ha parlato di "una trasformazione industriale storica" per Fincantieri, finalizzata a creare un "campione internazionale dell'Underwater" grazie all'integrazione completa di tecnologie, competenze e capacità operative.

La strategia prevede inoltre il mantenimento dei management team esistenti, con il reinvestimento di quote rilevanti da parte dei manager e degli azionisti chiave, per assicurare la continuità industriale e preservare le competenze distintive ritenute essenziali per la crescita.

L'impatto sui conti e le prospettive di crescita

L'impatto finanziario previsto per l'operazione è di notevole entità, come attestano le proiezioni presentate al mercato. Su base pro-forma, il segmento underwater è destinato a superare già nel 2026 ricavi per 1,1 miliardi di euro e un EBITDA di circa 220 milioni di euro, raggiungendo con quattro anni di anticipo gli obiettivi di crescita per il 2030 fissati nel Piano Industriale 2026-2030.

Le acquisizioni sono definite "altamente accrescitive" per il gruppo, con un incremento dell'utile per azione stimato del 30% al 2028 e del 20% al 2030. A livello di gruppo, le operazioni consentirebbero di aumentare l'EBITDA pro-forma 2026 del 13% e l'utile netto pro-forma del 40%, contribuendo all'utile di gruppo per oltre 60 milioni di euro aggiuntivi.

Le stime della società indicano che i ricavi del settore subacqueo potrebbero toccare quota 1,4 miliardi di euro nel 2028 e raggiungere 1,8 miliardi entro il 2030, con un contributo all'utile netto del gruppo che potrebbe arrivare a circa 130 milioni di euro nello stesso anno. Le operazioni, infine, non avranno alcun impatto sulla guidance del rapporto PFN/EBITDA per il 2026, migliorando invece i target previsti per il 2028 e il 2030.

La reazione del mercato e il contesto

La reazione della Borsa non si è fatta attendere: il titolo Fincantieri ha aperto le contrattazioni con un rialzo di oltre il 10%, per poi toccare punte del 12% a metà seduta, portandosi su valori superiori ai 12 euro. Un segnale chiaro di come gli investitori abbiano accolto con favore le prospettive di crescita e redditività indicate dal gruppo, che si sta posizionando come uno degli attori principali in un mercato in forte espansione.

Il valore del segmento underwater di riferimento, che include sottomarini, sensori e sistemi non convenzionali, è stimato in forte crescita, con un valore cumulato di 155 miliardi di euro nel periodo 2026-2030. La scelta di puntare sulla subacquea, con il suo forte contenuto dual-use (civile e militare), rappresenta una scommessa industriale che Fincantieri ha scelto di giocare con decisione, sfruttando anche il momento favorevole dei mercati per il reperimento delle risorse necessarie.

L'operazione di aumento di capitale dello scorso febbraio aveva già ampliato la base azionaria e incrementato il flottante, fornendo al gruppo la leva finanziaria per accelerare l'attuazione del proprio piano strategico.

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