Schwazer, a 41 anni il record italiano nella maratona di marcia apre scenari inediti

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   Il vento che spirava sulla pista di Kelsterbach, alle porte di Francoforte, non sembrava quello adatto a scrivere una pagina di storia, eppure Alex Schwazer, di anni ne ha ormai compiuti 41, ha deciso di spazzarlo via con un ritmo inesorabile. Nella prova valida per i campionati tedeschi di specialità, l’altoatesino ha chiuso i 42,195 chilometri in 3 ore, 1 minuto e 55 secondi, un crono che, sebbene non sia ancora ufficiale nell’albo d’oro federale in attesa della ratifica di fine stagione, costituisce di fatto la nuova miglior prestazione italiana sulla distanza. Per avere un termine di paragone concreto – e per comprendere la portata del fatto – basti pensare che il precedente limite, appartenente ad Andrea Agrusti, si attestava sulle 3h03:55. Un salto di qualità, insomma, che non sembra lasciare spazio a fraintendimenti.

La gara, d’altronde, non ha mai avuto storia. Giunti al giro di boa, quello posto ai 21,097 chilometri, Schwazer ha già impresse il suo marchio passando con 1h32:39; nella seconda metà, invece di cedere alla fatica, l’azzurro ha addirittura alzato il ritmo. Una scelta tattica, questa del cosiddetto negative split, che rivela una condizione fisica sorprendente se contestualizzata nel recente passato dell’atleta, segnato da una squalifica di otto anni che lo ha tenuto lontano dai circuiti internazionali fino al 2024. Distaccato di oltre venticinque minuti – lo slovacco Michal Duda è giunto secondo in 3h27:14 – Schwazer ha potuto tagliare il traguardo in solitaria, regalando alla sua carriera, già costellata di luci e ombre, una rivincita pazzesca.

Ma quale valore attribuire a questo 3h01:55 nel nuovo panorama mondiale della disciplina? La maratona di marcia, lo ricordiamo, è stata introdotta solo quest’anno nel programma internazionale, un azzardo che sta già premiando chi, come Schwazer, ha saputo adattarsi più in fretta. Nel dettaglio, si tratta del terzo tempo stagionale a livello globale, un dato che lo pone alle spalle dei soli nipponici Motofumi Suwa (2h58:21) e Hiroto Jusho (2h59:31). Per trovare un altro europeo, bisogna scorrere la lista fino all’ungherese Bence Venyercsan, fermo a 3h03:45. Significa che il 41enne di Vipiteno, almeno per ora, siede sul trono del vecchio continente, un primato che acquista ulteriore peso specifico se si considera che la prestazione è arrivata nonostante un meteo avverso, con un vento che l’interessato, intervistato al termine, ha ammesso di aver condizionato la sua spinta iniziale.

Dalle polemiche di Alessandria al riscatto tedesco

Per comprendere l’impresa di Kelsterbach, forse, è necessario fare un passo indietro di appena qualche settimana. All’inizio di marzo, proprio nella rassegna tricolore della mezza maratona di marcia ad Alessandria, il rientro di Schwazer era stato bruscamente interrotto dai giudici, che gli avevano mostrato ben quattro cartellini rossi fermandolo di fatto. Un incidente di percorso che avrebbe potuto segnare psicologicamente chiunque, ma che l’azzurro ha trasformato in benzina per il motore. A dirlo sono i numeri, ma anche la sua stessa voce: “Sono venuto qui per fare un’ottima prestazione – ha dichiarato – speravo di fare 2 ore e 58 minuti e il tempo che ho fatto equivale a questo in condizioni ideali”. Una dichiarazione, questa, che getta un’interessante luce sulla tabella di marcia mentale dell’atleta, capace di autovalutarsi con la spietatezza di chi conosce perfettamente i propri mezzi anche a 41 anni suonati.

La cronaca dei fatti, inoltre, si arricchisce di un dettaglio tecnico non trascurabile quando si parla di marcia: la gestione del passo. Nella parte conclusiva della gara, nonostante la fatica e l’assenza di avversari in grado di impensierirlo, Schwazer ha mantenuto un’oscillazione tra i 4’13” e i 4’18” al chilometro, una costanza che ha fatto scattare il confronto con i top player mondiali. Basti osservare che, ai recenti Mondiali a squadre di Brasilia, il giapponese Hayato Katsuki ha vinto in 3h04:58, mentre Massimo Stano, altro azzurro di punta, si è fermato a 3h07:38. Il tempo di Schwazer, in questo preciso frangente, risulterebbe ampiamente competitivo anche in una rassegna iridata, un’evidenza che la Federazione internazionale dovrà necessariamente registrare nei propri archivi.

Il valore di un tempo che guarda ai parametri mondiali

La partita, come accennato, è ancora aperta sul piano burocratico poiché la specialità è una vera e propria novità del calendario 2026; gli standard per la ratifica dei record, infatti, sono stati fissati su parametri molto elevati: 2h56:30 per il primato mondiale e 3 ore nette per quello europeo. Schwazer, con il suo 3h01:55, resta quindi a meno di due minuti dal riferimento continentale, un margine che appare ridottissimo se rapportato all’età dell’atleta e al poco tempo di preparazione specifica su questa distanza. Il fatto che il suo tempo sia nato da un negative split, ovvero da una progressione nella parte finale, lascia intuire che ci siano ancora dei margini di miglioramento, forse quelli che l’altoatesino aveva preventivato quando parlava di una prestazione da 2h58 in condizioni “pulite”.

Non si può, infine, ignorare il contesto umano che ha reso possibile questo sabato tedesco. Schwazer, ormai lontano dal modello del professionista a tempo pieno, ha dichiarato di avere un lavoro e una famiglia, elementi che riconducono la sua rinascita sportiva nella sfera di una scelta esistenziale più che di un mero calcolo agonistico. “I sacrifici sono stati ampiamente ripagati”, ha detto, ammettendo che le cinque settimane di preparazione per questa gara sono state massacranti. È proprio questa umanità, a tratti anche un po’ rude, a fare da contraltare alla perfezione quasi matematica del cronometro. Un cronometro che, oggi, segna il riscatto di un uomo che ha scelto di non fermarsi più.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.