Gp Giappone, Piastri stupisce nelle libere: le Mercedes inseguono, la Ferrari resta in ombra
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Redazione Sport
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La prima giornata di prove libere sul circuito di Suzuka ha restituito un quadro della situazione in cui, almeno stando ai tempi registrati nel pomeriggio, la gerarchia attesa sembra essersi momentaneamente rotta. È Oscar Piastri, il pilota della McLaren, a chiudere in testa alla seconda sessione di prove, con un tempo di 1:30.133 che lo ha proiettato davanti a entrambe le Mercedes, fin qui le grandi dominatrici di questo avvio di campionato. Una prestazione, la sua, che assume un sapore particolare se si considera che per l’australiano si tratta ancora di una stagione vissuta ai margini, lui che non è riuscito nemmeno a prendere il via né in Australia né a Shanghai, accumulando così un ritardo in termini di chilometraggio che spera di colmare proprio sulle storiche asfalt del tracciato giapponese.
Alle sue spalle, a meno di un decimo di distacco, si è piazzato Andrea Kimi Antonelli, il giovane bolognese che in Cina ha già assaporato il successo raccogliendo la prima vittoria in carriera. Il 19enne, che dopo due settimane di riflessione post-vittoria è tornato al volante, ha messo insieme un giro pulito che lo ha collocato stabilmente davanti al compagno di squadra George Russell, terzo a poco più di due decimi. Una conferma, quella del distacco interno al team anglo-tedesco, che ricalca quanto visto nelle prime uscite stagionali, anche se il venerdì di Suzuka impone sempre la consueta cautela nel trarre conclusioni: le qualifiche di domani restano l’unico vero termometro delle gerarchie.
Il venerdì delle conferme e delle sorprese nel segno delle frecce d’argento
La giornata ha preso il via in condizioni di pista asciutta e sole, elemento non secondario su un tracciato che conosce bene le insidie delle variabili meteorologiche. Se il lavoro dei team si è concentrato sulle consuete simulazioni di passo gara e sul setup delle monoposto, il dato più significativo resta la competitività dimostrata dalla Mercedes, che ha piazzato entrambi i piloti nelle prime tre posizioni. La squadra di Brackley, che ha dominato le prime due tappe del mondiale, ha proseguito nel suo programma di sviluppo senza intoppi, con Antonelli che ha parlato di “programma completato” senza nascondere però la velocità mostrata dalla vettura di Piastri. Una velocità che per il momento appare confinata al singolo giro secco, ma che comunque ha costretto le frecce d’argento a inseguire.
L’attenzione, in casa McLaren, è ovviamente rivolta alla condizione di Piastri, che con questo risultato ha dimostrato di aver archiviato le difficoltà iniziali di stagione. Non è solo il tempo a colpire, quanto la capacità di inserirsi in un duello che sembrava appannaggio esclusivo delle due Mercedes, portando un elemento di variabilità nel fine settimana. Sul fronte opposto, la Ferrari ha vissuto un venerdì più defilato, con i propri piloti impegnati in un lavoro di assetto che per il momento non ha prodotto indici cronometrici in grado di minare le posizioni di vertice.
Il tracciato giapponese fa da sfondo all’ultimo impegno prima della lunga pausa forzata
Il Gran Premio del Giappone rappresenta il terzo appuntamento del mondiale 2026, e come tale si carica di un’importanza ulteriore: sarà l’ultima gara prima di un’interruzione obbligata di cinque settimane, determinata dalla situazione geopolitica che ha portato alla cancellazione delle tappe in Bahrain e Arabia Saudita. Il campionato riprenderà soltanto a maggio a Miami, un vuoto nel calendario che rende ancor più prezioso il risultato che si otterrà domenica su un circuito mitologico come quello di Suzuka, celebre per la sua sequenza di curve veloci e per la difficoltà di trovare un assetto ottimale tra carico aerodinamico e stabilità in percorrenza.
Le due sessioni di prove hanno visto i team concentrarsi sulla raccolta dati necessaria per affrontare qualifica e gara in un contesto in cui le condizioni atmosferiche potrebbero giocare un ruolo, sebbene la giornata di venerdì si sia svolta senza particolari imprevisti meteo. Il lavoro in pista ha confermato come il margine di miglioramento, per molti, sia ancora tutto da esprimere: le differenze in classifica, al momento, rimangono contenute e lasciano presagire una sessione di qualifica serrata, con Piastri chiamato a confermare quanto di buono mostrato nelle libere e Antonelli intenzionato a ribadire la propria leadership nel confronto diretto con il compagno di squadra.
Piastri e Antonelli, due storie diverse unite dalla ricerca della conferma
Il confronto tra il pilota australiano e quello italiano assume i contorni di un dualismo interessante, ma per ragioni opposte. Piastri, ancora a secco di gare effettive in questa stagione, ha bisogno di un weekend pulito per rilanciare la propria annata dopo una partenza difficile; il suo tempo nelle FP2 rappresenta un primo passo in quella direzione. Antonelli, al contrario, arriva a Suzuka forte dell’euforia per il successo in Cina, un risultato che ha spostato l’asticella delle aspettative sul suo rendimento. La sua capacità di mantenere alta la concentrazione, dopo le due settimane più intense della sua giovane carriera, sarà messa alla prova già a partire dalle qualifiche di domani.
Sul piano tecnico, il circuito di Suzuka impone soluzioni specifiche per quanto riguarda l’assetto meccanico e la gestione delle gomme, con i team che hanno utilizzato le prove libere per raccogliere dati preziosi in vista della gara. La McLaren, con Piastri, ha mostrato un potenziale sul giro secco che potrebbe complicare i piani della Mercedes, mentre il ritmo di gara resta un elemento ancora da valutare con precisione. Le indicazioni emerse dal venerdì, seppur incoraggianti per il team di Woking, non hanno ancora il peso di una certezza, tanto più in un contesto in cui i margini tra i primi sono così ridotti.




