America’s Cup, la rivoluzione è firmata: Napoli 2027 cambia le regole
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Redazione Sport
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Mentre il Mediterraneo si conferma un campo di regata imprevedibile, con venti che oscillano tra Maestrale e Meltemi senza tregua, l’America’s Cup compie un passo storico. Nella notte del 12 agosto, Grant Dalton, alla guida di Team New Zealand, e Ben Ainslie, velista olimpionico e Ceo di Athena Racing, hanno presentato il nuovo protocollo che ridisegna il futuro della competizione. Un accordo che, spezzando la tradizione del "vincitore prende tutto", introduce un modello più equilibrato, ispirato alla Nba, dove defender e challenger condividono autorità e decisioni.
A Napoli, dove la 38esima edizione si svolgerà nell’estate del 2027, si sperimenterà per la prima volta questa svolta. Il protocollo, firmato dal Royal New Zealand Yacht Squadron, dal Challenger of Record e dal Royal Yacht Squadron Ltd, stabilisce che tutti i team avranno pari peso nelle scelte tecniche e organizzative. Un cambiamento radicale, che mira a trasformare la Coppa America in un sistema più inclusivo e commercialmente solido, pur preservando lo status di trofeo più prestigioso della vela mondiale.
Tra le novità più significative c’è l’obbligo per ogni imbarcazione di includere almeno una donna nell’equipaggio, una mossa che punta ad abbattere barriere di genere in uno sport tradizionalmente maschile. Luna Rossa, che schiererà il campione neozelandese Peter Burling, sarà tra i primi a testare questa formula. Altro punto cruciale è il tetto massimo di due stranieri per team, una regola pensata per bilanciare competitività e identità nazionale.
La tecnologia avrà un ruolo centrale: i sistemi idraulici, un tempo alimentati dalla fatica dei "velisti ciclisti", passeranno a batterie, riducendo lo sforzo fisico e aprendo a nuove strategie di gara. Il protocollo, inoltre, prevede un’offerta di intrattenimento dedicata agli ospiti, segnando un avvicinamento al modello degli eventi sportivi globali, dove spettacolo e business viaggiano di pari passo.




