Botulino, l’antidoto custodito nella scorta strategica e i casi in Calabria e Sardegna
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
L’antidoto utilizzato per contrastare il botulismo, come quello somministrato ai pazienti coinvolti nell’intossicazione legata al consumo di un panino con salsiccia e broccoli a Diamante, in Calabria, è un farmaco prodotto all’estero e acquistato dallo Stato italiano. Fa parte della Scorta nazionale strategica degli antidoti e dei farmaci, istituita nel 2001 in seguito agli attentati dell’11 settembre a New York, quando emerse la necessità di fronteggiare anche minacce di natura terroristica.
Tra le vittime dell’ultima ondata di casi – due in Calabria e una in Sardegna – c’è Luigi Di Sarno, 52enne di Cercola, in provincia di Napoli, morto mentre rientrava a casa dopo aver mangiato nello stesso food truck da cui altre persone avevano acquistato il panino sospetto. La sorella, Filomena Di Sarno, ha raccontato che l’uomo, prima di perdere la vita nei pressi di Lagonegro, in Basilicata, le aveva confidato: "Mi diceva che stava morendo". Dopo i primi malori, si era rivolto a una clinica privata a Belvedere Marittimo, ma le sue condizioni si sono aggravate durante il viaggio.
I Nas, intanto, rinnovano l’allerta sulle conserve alimentari, soprattutto quelle domestiche a base di vegetali, considerate tra le più pericolose. "Quando le aprite, attenti al clic clac", avverte il maggiore Simone Scafuri, comandante del Nas di Firenze, riferendosi al rumore del coperchio che tradisce l’ingresso di ossigeno, possibile veicolo del batterio. Nella grande distribuzione, invece, è fondamentale verificare l’integrità della confezione.




