Smart TV senza pubblicità: l’AI elimina app inutili e tracciamento

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Le smart TV possono diventare più veloci e meno invadenti grazie all’intelligenza artificiale, che permette di disattivare applicazioni preinstallate, ridurre la pubblicità e sostituire l’interfaccia iniziale con una schermata più semplice. Un esperimento realizzato su un televisore Xiaomi ha mostrato come un agente di programmazione possa intervenire sul software attraverso la rete Wi-Fi, senza dover aprire fisicamente l’apparecchio. L’obiettivo è recuperare un’esperienza d’uso più vicina a quella di un televisore tradizionale, mantenendo l’accesso alle applicazioni di streaming e agli ingressi necessari.

Come l’AI ha modificato il televisore Xiaomi

La sperimentazione è partita da un problema concreto: il televisore dei genitori dello sviluppatore indiano Gathin T. mostrava un annuncio sponsorizzato prima ancora di consentire l’apertura di Netflix. Per intervenire, l’autore ha utilizzato Claude Code, l’agente di programmazione sviluppato da Anthropic, fornendogli il modello del dispositivo e lasciandogli individuare il televisore collegato alla rete domestica. Il racconto pubblicato su X il 17 ottobre 2026 ha attirato rapidamente l’attenzione degli utenti interessati a eliminare elementi software superflui dai propri apparecchi.

Il sistema ha disattivato 25 pacchetti Xiaomi e creato un launcher alternativo, cioè l’interfaccia che compare quando si accende il televisore o si torna alla schermata principale. La sostituzione ha permesso di abbandonare la schermata originale, più pesante, in favore di una soluzione essenziale, con un’impostazione visiva ispirata all’interfaccia di Apple TV. L’intervento non ha richiesto l’apertura della scocca: il lavoro è stato eseguito tramite la connessione di rete, sfruttando strumenti software per comunicare con il sistema operativo del dispositivo.

Pubblicità, app preinstallate e raccolta dei dati

La presenza di annunci nella schermata principale è soltanto uno degli aspetti che spingono alcuni proprietari a modificare il software. Le piattaforme televisive possono includere applicazioni che l’utente non utilizza, suggerimenti sponsorizzati e servizi dedicati alla raccolta di informazioni sulle abitudini di visione. Tra questi sistemi rientra l’Automatic Content Recognition, conosciuto con la sigla ACR, una tecnologia che identifica i contenuti mostrati sullo schermo confrontandoli con un catalogo di riferimento.

Uno studio accademico pubblicato nel 2024 ha esaminato il funzionamento dell’ACR su televisori Samsung e LG, analizzando il traffico di rete generato dal sistema. I ricercatori hanno rilevato che il riconoscimento dei contenuti può operare anche quando il televisore viene utilizzato come semplice schermo esterno, per esempio con un dispositivo collegato tramite HDMI. Gli esperimenti hanno anche mostrato che la disattivazione della funzione di riconoscimento interrompeva il traffico diretto ai relativi server nelle condizioni esaminate. Questo risultato riguarda le piattaforme e gli scenari studiati, non dimostra che tutte le smart TV raccolgano gli stessi dati o adottino identiche modalità di monitoraggio.

Gli strumenti open source e i rischi delle modifiche

L’esperimento si inserisce in un filone di progetti che punta a ridurre il software superfluo sui televisori basati su Android TV e Google TV. Tra gli strumenti disponibili su GitHub c’è TV Slim, un progetto open source che consente di individuare le applicazioni installate e disattivare componenti legati alla pubblicità, alla telemetria e ai programmi preinstallati. Il collegamento avviene dalla rete domestica attraverso ADB, un sistema utilizzato per comunicare con i dispositivi Android. La compatibilità dipende dalla configurazione del televisore e dalle possibilità offerte dal relativo sistema operativo.

Modificare i pacchetti di sistema non è però un’operazione priva di conseguenze. Disattivare un componente sbagliato può compromettere alcune funzioni, impedire il corretto funzionamento di un’applicazione o rendere più complicato ripristinare l’interfaccia originale. Anche quando l’intervento viene eseguito da un agente AI, occorre verificare i comandi proposti e comprendere quali autorizzazioni vengono concesse. Un progetto open source, inoltre, non garantisce automaticamente che ogni procedura sia adatta a tutti i modelli: prima di intervenire è necessario controllare la compatibilità e predisporre un metodo di ripristino.

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