Miami dice addio ad Alcaraz, Korda firma l’impresa e accorcia le distanze per Sinner
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Redazione Sport
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Era stato lo stesso Carlos Alcaraz, a pochi minuti dalla fine, a lasciarsi sfuggire un “è fastidioso quando giocano così contro di me” che sapeva tanto di resa, di quella frustrazione che accompagna le sconfitte inaspettate. Il numero uno del mondo, dopo aver sfiorato l’eliminazione nel secondo set quando Sebastian Korda serviva per chiudere la partita, aveva operato una rimonta che sembrava destinata a spezzare la resistenza dell’americano. Invece, nel parziale decisivo, è stato proprio il campione spagnolo a subire un passaggio a vuoto improvviso, cedendo la battuta nel momento cruciale e commettendo errori con il dritto che raramente si vedono nel suo repertorio.
L’avventura di Alcaraz al Masters 1000 di Miami si è così conclusa al terzo turno, un’eliminazione che assume un peso specifico rilevante per la testa della classifica mondiale. Il cammino del murciano si interrompe dopo un match durato poco meno di due ore e mezza, con il punteggio finale di 6-3, 5-7, 6-4 per il tennista di casa, e lascia sul piatto una considerazione amara: per il secondo anno consecutivo, il “Sunshine Double” americano si trasforma in un incubo per l’iberico, già eliminato in semifinale a Indian Wells e ora a Miami con un bottino complessivo ben al di sotto delle aspettative.
Il “predestinato” Korda e la strategia vincente sotto gli occhi di papà Petr
Sebastian Korda, classe 2000, nativo della Florida e figlio d’arte, ha giocato la partita della vita sfruttando al meglio il fattore campo. Di fronte a un pubblico caloroso e con lo sguardo vigile del padre Petr, ex vincitore dell’Open d’Australia, il 25enne ha dimostrato una lucidità mentale fuori dal comune. Dopo aver fallito l’occasione di chiudere il match nel secondo set, quando si è fatto rimontare da 5-4, Korda non ha accusato il colpo. Ha continuato a crederci, costruendo la sua vittoria su una strategia precisa che univa potenza al servizio – con ben dodici ace – e una gestione chirurgica dei momenti delicati.
La sua prestazione è stata un perfetto esempio di come si possa mettere in difficoltà il numero uno al mondo: pressing costante, variazioni di ritmo e una capacità di tenere il campo che ha spesso costretto Alcaraz a forzare soluzioni al di sopra delle sue possibilità. Korda stesso, a fine gara, ha sottolineato come la chiave sia stata la preparazione mentale, oltre che tecnica, raccontando di aver studiato ogni dettaglio per preparare l’imboscata. Con questa affermazione, Korda non solo elimina il grande favorito del torneo, ma si guadagna il diritto di presentarsi agli ottavi di finale con la consapevolezza di aver battuto per la prima volta in carriera un numero uno al mondo.
La classifica trema: l’opportunità concreta per Jannik Sinner
La sconfitta di Alcaraz, oltre a sconvolgere il tabellone maschile del torneo, ha immediate ripercussioni sulla corsa al vertice del ranking ATP. Alcaraz, che in Florida lo scorso anno aveva perso all’esordio contro Goffin, non aveva punti pesanti da difendere, ma la prematura uscita di scena gli ha comunque impedito di incrementare il suo già cospicuo bottino. Il distacco che lo separa da Jannik Sinner, atteso dal suo match contro Corentin Moutet nella notte tra lunedì e martedì, rischia di assottigliarsi in maniera significativa.
L’azzurro, attuale numero due del mondo, si gioca ora una chance concreta per accorciare ulteriormente il gap. Mentre Alcaraz ha visto aumentare il proprio score di soli 40 punti, portandosi a quota 13.590, Sinner ha l’opportunità di incamerare punti preziosi per avvicinarsi alla vetta. Un eventuale successo finale a Miami consentirebbe all’altoatesino di ridurre notevolmente la distanza, rendendo la lotta per il primato mondiale sempre più serrata in vista della stagione sulla terra battuta. La sconfitta dello spagnolo trasforma così il cammino di Sinner in Florida in un’occasione d’oro, un obiettivo concreto che va al di là del semplice risultato nel torneo.
Primavera amara, un copione già visto per Carlitos
La sensazione che si respira nell’ambiente è quella di un déjà-vu. Come nel 2025, Alcaraz esce con le ossa rotte dal cosiddetto “Sunshine Double”, il doppio appuntamento californiano e floridiano che avrebbe dovuto consolidare il suo dominio e invece ha evidenziato alcune fragilità nel suo gioco. Dopo un inizio di stagione perfetto, con la vittoria agli Australian Open che gli ha permesso di completare la collezione dei Major a soli 22 anni, la primavera americana gli ha riservato solo amarezze: una semifinale persa a Indian Wells contro Daniil Medvedev e ora un terzo turno a Miami, dove ha dovuto cedere il passo a un avversario che lo ha letteralmente sfidato sul piano fisico e tattico.
Le statistiche raccontano di un Alcaraz che quest’anno aveva ottenuto sedici vittorie consecutive prima dello stop californiano, ma che ora ha perso due delle ultime tre partite giocate. La sconfitta contro Korda, arrivata quando ormai sembrava aver preso il controllo della situazione dopo la rimonta nel secondo set, rappresenta un campanello d’allarme. Il tennista di Murcia, che aveva vinto il torneo di Miami nel 2022, vede ripetersi lo stesso copione dell’anno scorso: l’eliminazione prematura in Florida, dove il suo gioco si era inceppato contro avversari meno quotati ma capaci di imporre un ritmo alto e costante. Ora, per lui, la testa torna a casa, con la consapevolezza di dover ritrovare la solidità mentale che lo ha reso grande, mentre Korda si gode l’impresa più bella della sua carriera.




