Telecom Italia accelera a Piazza Affari, sostenuta dalla lettera di Labriola e dall'azionariato di Poste

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La Borsa di Milano ha dedicato un'attenzione particolare a Telecom Italia, che si è distinta tra i titoli più attivi del listino principale con un controvalore degli scambi che ha superato i 220 milioni di euro-5. Il Titolo ha registrato un apprezzamento dell'1,83% nelle prime fasi della seduta, sorretto non soltanto da un contesto generale favorevole ma, soprattutto, da una rinnovata fiducia nella traiettoria societaria-1. Questo interesse, che si inserisce in un periodo di performance positive per l'azione, è alimentato da una combinazione di fattori fondamentali e strategici che stanno ridisegnando le prospettive del gruppo-10.

Le parole dell'amministratore delegato sulla nuova fase

Il motore di questa riaccensione dell'attenzione è stata la lettera di fine anno inviata ai dipendenti dall'amministratore delegato Pietro Labriola, il quale ha delineato senza mezzi termini la chiusura di un ciclo. Secondo quanto riportato, Labriola ha affermato che il gruppo, dopo una fase di profonda riorganizzazione, si presenta oggi più focalizzato, efficiente e solido, pronto a lasciarsi alle spalle una lunga stagione "difensiva". "Tim ha un disegno industriale più focalizzato, più efficiente, più solido", ha scritto l'ad, sottolineando come questo progetto "non nasce per difendersi, ma per tornare a crescere". Questa dichiarazione di intenti, che pone il 2026 come l'anno del ritorno a una crescita sostenuta, si basa su un percorso costruito, a suo dire, passo dopo passo grazie a un lavoro collettivo improntato alla responsabilità.

Il rafforzamento strategico dell'azionariato con Poste Italiane

Un capitolo decisivo per la stabilità e la strategia futura di Tim è stato scritto con l'ingresso nel capitale di Poste Italiane. L'11 dicembre 2025, il Consiglio di amministrazione di Poste ha deciso di acquisire la quota residua detenuta da Vivendi, portando la propria partecipazione al 27,32% delle azioni ordinarie e consolidando così il ruolo di primo azionista. Labriola ha definito questa operazione non una semplice mossa finanziaria, ma "un tassello strategico nella costruzione di una storia industriale italiana", in grado di rafforzare la capacità del gruppo di investire in infrastrutture tecnologiche fondamentali. L'operazione supera la soglia del 25% che normalmente scatenerebbe l'obbligo di un'offerta pubblica di acquisto (OPA), ma Poste intende chiedere a Consob l'esenzione, impegnandosi a vendere le quote eccedenti entro dodici mesi. Questo scenario si incrocia con una possibile riforma del Testo Unico della Finanza, che potrebbe unificare la soglia per le OPA al 30%, rendendo strutturale la posizione dell'azionista.

I fondamentali a supporto della svolta

La narrazione della svolta non poggia solo sulle dichiarazioni, ma trova riscontro nei numeri degli ultimi bilanci. Il gruppo, nel primo semestre del 2025, ha visto i ricavi totali salire a 6,6 miliardi di euro, con una crescita del 2,7% su base annua, mentre l'EBITDA After Lease è aumentato del 5% raggiungendo 1,7 miliardi. A trainare i risultati, in particolare, ci sono state le performance di Tim Enterprise, con ricavi in forte crescita nei servizi digitali e nel cloud, e di Tim Brasil. La società ha inoltre confermato tutte le previsioni fornite al mercato per l'anno in corso, sostenendo di essere l'operatore telefonico quotato con la struttura finanziaria più solida in Europa. Questi dati, uniti all'avvio di progetti strategici come la costruzione di un nuovo data center – definito da Labriola uno dei cantieri più importanti per il 2026 –, offrono una base concreta alle ambizioni di crescita.

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